Na careza ruspia

Sgagno ’sta grosta de ani e zerco la polpa de l’anima ne la me contrà mai desmentegà, coi spianzi de le rane nel cao e le me sgalmare par el trodo. Me zerco ne le tànie de le rogazion con le crocete d’albara a la Vegara nel spanir de na matina rosa e ne l’ulivo…

Alla prima luce

Ha suoni ovattati l’alba, solo il canto del gufo, fra le foglie del gelso, è un’unghiata che fende la brezza mattutina.   Le pratoline ancora chiuse sanguinano d’aurora, e le ultime falene girovagano spaesate striando l’intermittenza di un neon assonnato.   Ho sognato stanotte, un’incosciente sensazione, irruenta come il torrente nella piena di primavera, ardente,…

La mia anima ha fretta

Ho contato i miei anni e ho scoperto che ho meno tempo per vivere da qui in poi rispetto a quello che ho vissuto fino ad ora. Mi sento come quel bambino che ha vinto un pacchetto di dolci: i primi li ha mangiati con piacere, ma quando ha compreso che ne erano rimasti pochi…

Alfabeti

Fari spenti, le nuove cattedrali; dorme la coscienza, nell’indifferenza.   Lo spazio che fu rifugio è mutato in fredda isola! L’incessante divenire rende oscuro l’uomo e viene meno ogni certezza.   Effonde la natura nel silenzio, le sue quiete melodie.   Sparge pace ma, senza sosta sfugge l’alfabeto divino: nella lingua indistinta dell’onda consonanti, vocali…

Le parole

(poesia dialettale di Dante Clementi) Adesso che son vecio arbino le parole perse longo i ani, quele sgionfe de fadiga e luti, ingrumà de smalta e vento; quele ramenghe tra le case frede, ingrotolie darente ai goti udi. Le parole che de note, sotovosse, tra i muri smorsegà dal tempo oramai se scambia solo i…

Prefazione a “I Canti del mare”

di Mario Donadoni Tutti nella vita aspiriamo al raggiungimento delle altitudini. È l’ansia di ogni uomo il salire. Ed è santo e immutabile scopo della vita. E non è dal dolore ch’esce la pura bellezza delle cose? <L’usignolo, quando è triste: canta …> Parte dei miei canti, germogliò dalla tristezza sotto il cui velo però…

Girotondo della vita

filastrocca veneta del primo ’900   Dopo el giorno vien la note, dopo l’inverno vien l’istà, da la vegna ven el vin, vien el fumo dal camin; va la vaca con el bo’, va le oche a do’ a do’, e la vita in fondo in fondo l’è un alegro girotondo.