Novantenni

Abbiamo mangiato le mele senza lavarle né sbucciarle e siamo ancora qui. Abbiamo girato scalzi sei mesi l’anno e siamo ancora in piedi. Abbiamo mangiato tanto pane, vecchio anche di vari giorni, e non abbiamo avuto bisogno di cure dimagranti. Allora eravamo stesi, ora solo tesi. I vecchi non riscuotevano la pensione, ma non venivano…

Il mio primo aquilone

La primavera sta ritornando e si vede soprattutto nelle giornate che si stanno allungando ma anche dall’aria un po’ più tiepida. Qualche giorno fa ero sul balcone di casa mia che mi godevo una giornata così: Il cielo era azzurro con qualche nuvola che ogni tanto oscurava il sole; tutto d’un tratto, come facevo da…

Don Luigi Cavaliere, il prete partigiano di Tarmassia

«Nel pomeriggio del 23 aprile 1945 si presenta nella mia casa un capitano della Wehrmacht chiedendomi di trattenerlo e consegnarlo all’esercito americano; era il comandante di una compagnia, aveva con sé una settantina di soldati armati fino ai denti. Risposi categoricamente che non mi sarei prestato alla consegna, se non avesse fatto depositare tutte le…

Arte e mestieri di una volta: el selar (sellaio)

I finimenti dei cavalli, asini e muli da soma si facevano dal selar nel suo negozio-laboratorio. La bardatura da lavoro degli equini consisteva in: pettorali, basti, sottopancia, collari, briglie, paraocchi, tutti fatti cuoio grosso, duro, nero che l’artigiano lavorava dopo averlo ammorbidito immergendolo a lungo nell’acqua, poi battuto e cucito secondo modelli antichi e rustici…

Arte e mestieri di una volta: sarte e barbier

La sua bottega si apriva sotto un’insegna dipinta a motivi floreali. La gente modesta ordinava un vestito solo in occasioni particolari che segnavano tutta la vita: un evento straordinario, la Prima Comunione, le nozze, in stoffa nera, che poi serviva per tutte le cerimonie liete e tristi. In campagna non si usava il cappotto, gli…

Arte e mestieri di una volta: el paruloto (pentolaio)

Girava per le strade e paesi cercando il lavoro a domicilio: quello appunto di riparare i paròi (paioli) della polenta e del bucato, pentole di rame di varie dimensioni, dal paroléto per bollire il latte, ai giganteschi paròi de la lissia (del bucato) a quelli usati quando si broàva el mas-cio (si scottava la pelle…

Arte e mestieri di una volta: el moleta (arrotino)

I coltelli e le forbici erano beni preziosi. Nelle case di campagna, un coltello da cucina, “la possada”, faceva il giro di tutti i numerosi commensali che usavano solo il cucchiaio e la forchetta. Le forbici erano un patrimonio delle madri di famiglia, servivano per tagliare la biancheria, rattoppare gli abiti e “studiar” il pollo.…

Arte e mestieri di una volta: el caregar (seggiolaio)

Le careghe erano di legno piuttosto grezzo con la seduta di paglia intrecciata che con l’uso assiduo, a poco a poco, si mollava e faceva “la cuccia” adattandosi al “fondo” di colui che la usava abitualmente. Esistevano anche i caregoni, piccoli e alti con una stecca davanti che si agganciava, su cui venivano collocati i…

Arte e mestieri di una volta: el pistor

È di origine latina da Pistrinum (molino) e significa sia fornaio (colui che fa il pane) e panettiere (colui che lo vende). La sua attività aveva inizio la notte; quando l’orologio del campanile batteva le due, egli si alzava e scendeva al forno con uno o due garzoni (pistoreti). Dalla sera precedente nella mastela, modesta…