Giazza: un appuntamento da non perdere

Può un paesino di montagna diventare un luogo di bellissimi ricordi e un’ambita meta turistica per gli abitanti di Bovolone? Sì, se si chiama Giazza.

Nella nostra giovinezza Giazza era sinonimo di Estate, di vacanze, di divertimento, di riflessione e crescita personale: era qui, nella vecchia casa colonica poi ristrutturata, che noi giovani passavamo almeno una settimana di vacanza.

I campi scuola a Giazza si svolgevano quasi in contemporanea con il GREST Parrocchiale, tra metà giugno a fine luglio, anche se non ne riprendevano le tematiche, e per noi animatori il lavoro da fare era molto sia per preparare le attività che per recuperare il materiale necessario. I bambini non mancavano, anzi: spesso venivano create delle liste d’attesa per chi non era stato veloce ad iscriversi e per molti, visti anche gli anni di difficoltà generale, Giazza rappresentava l’unica settimana di vacanza da tempo attesa e desiderata.

La casa è grande, un immenso castello da cui godere una vista magnifica: dalla chiesetta al terzo piano si vedono le colline e la pianura in lontananza e quando il sole sorge al mattino, colorando di arancione e giallo il cielo e le montagne vicine, il cuore si riempie di gioia e meraviglia. Al piano terra c’è la sala da pranzo con la cucina e il salone, ai piani superiori le stanze da letto, ad eccezione della sala animatori al primo piano, un guazzabuglio di colori, oggetti, materiali, cartelloni e giocattoli che era inutile provare a riordinare. Tutti eravamo impegnati per donare ai bambini e ragazzi, e anche a noi, un campo scuola magnifico, da ricordare nel tempo, ma coloro che più faticavano erano certamente i volontari, ai quali va ancora il mio immenso grazie. Tra tanto lavoro e responsabilità non mancavano i momenti di calma e divertimento, soprattutto nelle riunioni serali col Don e le scappatelle in cucina di notte per mangiare un po’ di pane e nutella prima di addormentarci.  

 Le giornate iniziavano presto: alle 7:30 noi animatori ci ritrovavamo nella chiesetta per le Lodi della mattina; poi alle 8:00 andavamo a svegliare i bambini per fare colazione insieme e vivere il resto della giornata. I momenti più attesi erano la camminata del Mercoledì, dove ci immergevamo nella Natura raggiungendo i rifugi sulle montagne, il film del Venerdì sera e il gran ballo finale del Sabato, quando ci vestivamo un po’ eleganti per far bella figura con gli amici; la Domenica mattina, infine, il campo terminava con la Santa Messa nella chiesa del paese.

Giazza non ospitava solo i campi estivi ma anche quelli invernali e i ritiri spirituali per gli adulti, come i fine settimana di Vita Nuova, un momento di profonda riflessione e preghiera personale che ha fatto del bene a tante persone. 

Una casa sulle montagne vicino ad un paesino con una chiesa, un paio di ristoranti e circa 130 abitanti tutti molto gentili e accoglienti, il tutto a 760 metri di altezza: questo era per noi Giazza, un vero angolo di Pace e riposo dal caldo e dalla frenesia della nostra giovinezza.

                                                                                                      Emanuele De Santis

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