L’eredità attuale e profetica di Pasolini

A 100 anni dalla nascita, avvenuta il 5 Marzo 1922, e in linea con le iniziative dell’UNESCO, lo scorso 5 Marzo il Centro Studi e Ricerche ha ricordato la figura di Pier Paolo Pasolini, poeta, regista e uomo di Cultura italiano, morto nel 1975.

La serata ha visto la partecipazione di tre giovani che hanno guidato i numerosi presenti alla riscoperta di una delle figure più importanti, nel bene o nel male, della Storia e della Cultura italiana del ’900, un personaggio ancora oggi certamente divisivo ma che già i nostri ragazzi leggono e studiano in terza media.  

L’evento è stato condotto da tre docenti di lettere di Bovolone. Enrico Zanetti, insegnante di materie letterarie nella scuola secondaria, ha affrontato il lato più politico e sociale di Pier Paolo a partire dall’opera Le ceneri di Gramsci (del 1957), testo da considerare a pieno titolo una via di accesso ad alcuni nodi fondamentali della vita e del pensiero sia di Pasolini sia di Gramsci. Greta Olivo, docente di letteratura, ha guidato il pubblico alla scoperta della prosa pasoliniana partendo dalle prime opere, legate alla giovinezza nel Friuli e ai tormenti interiori, ai più noti romanzi, un vero itinerario nelle borgate romane degli anni ’50, fino agli scritti più critici e tristemente profetici della società attuale. Infine Davide Rosi, anche lui docente di letteratura, ha presentato tutta la produzione cinematografica di Pasolini, “la lingua scritta della realtà” usata dal regista per trattare i temi a lui più cari come il sottoproletariato, la religiosità, la critica della borghesia, l’esaltazione della sessualità come vita e il potere come sopraffazione dei vinti della società.

A conclusione della serata, poi, ci si è chiesti il motivo di tale ricordo, il perché ancora oggi è necessario ricordare e riscoprire la figura di Pier Paolo. Pasolini ci mostra come sia necessario essere onesti dal punto di vista intellettuale per pensare e ragionare sulla realtà in un tempo in cui, oggi come negli anni 50-60, spesso gli intellettuali seguono argomenti di comodo e parlano per avere consenso più che per svegliare le coscienze; a questo si aggiunge l’esempio che egli diede nel suo voler cercare e stare con “gli ultimi”, i ragazzi e le persone delle borgate, delle periferie, piuttosto che stare nei salotti borghesi dove si ritrovava l’intellighenzia del suo tempo. Infine, e non meno importante, Pierpaolo ci mostra come sia necessario essere sicuri del proprio pensiero, che nasce da un intenso lavoro di studio e osservazione della realtà, di essere certi di quello che si afferma, della necessità di vivere la vita fino in fondo, senza quella modestia che altro non è che un non volersi impegnare abbastanza per le persone e le cause sociali che contano.

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...