La cappella dell’Ospedale San Biagio di Bovolone

La Storia ci dice che Bovolone ha sempre avuto il suo ospedale sin dal Medioevo. Nel 1300 Donna Verde di Salizzole, moglie di Alberto I della Scala, ordinava l’erezione di un ospitale nella terra di Bovolone per accogliere poveri e pellegrini.

Bisognerà aspettare il Settecento perché l’ospitale iniziasse a dedicarsi anche alla diagnosi e alla cura dei malati; a farsi carico di questo servizio fu la comunità di Bovolone che nel 1752 stanziava 200 ducati per retribuire il medico e il chirurgo. Da lì in avanti il potenziamento del nostro ospedale è andato sempre in crescendo, a parte gli ultimi decenni dei quali siamo testimoni diretti.

Nel 1879 il sindaco Domenico Vaccari fece approvare al Consiglio Comunale una delibera per l’istituzione di un ospitale nei fabbricati della corte Moraron (palazzo Vicentini), proprio dove ora sorge l’Ospedale San Biagio, affidando l’amministrazione alla Congregazione di Carità.

Come ogni ospedale che si rispetti, accanto alla cura delle malattie del corpo, i degenti e i loro congiunti avevano un luogo dedicato per curare le ferite dello spirito o più semplicemente per invocare la grazia della guarigione: la cappella dedicata al santo patrono, San Biagio.

A seguito di numerosi ampliamenti dell’ospedale, anche la cappella gentilizia venne ristrutturata e arricchita di decori e marmi con il concorso dei cittadini. Il servizio religioso nell’ospedale e nella cappella venne affidato a un sacerdote della parrocchia di Bovolone, il quale riceveva un adeguato compenso, stabilito annualmente in sede di bilancio.

Questa chiesetta venne demolita nel 1966 per far posto al nuovo ospedale. Irrimediabilmente perduti gli affreschi di Agostino Pegrassi raffiguranti un miracolo di San Biagio e il momento della morte di San Giuseppe. Di essa poco è rimasto: qualche arredo sacro e un quadro del Sacro Cuore di Gesù, trasferiti nella cappella al primo piano del nuovo ospedale, dove alle spalle dell’altare durante il giorno si viene inondati da una luce molto suggestiva proveniente da un’ampia vetrata policroma, opera di Cavallini, raffigurante scene agiografiche di tre santi: a sinistra San Martino di Tours, al centro San Biagio, a destra San Camillo de Lellis.

La statua di San Leopoldo Mandić, patrono dei malati oncologici, nella cappella dell’Ospedale San Biagio di Bovolone

Oggi la Cappella dell’Ospedale è un luogo di raccoglimento e preghiera a disposizione dei fedeli, molto curato grazie all’impegno quotidiano di volontari e arricchito da statue votive e quadri sacri. Anche in periodo di Covid, ha sempre continuato a svolgere il suo Ufficio.

Mercoledì 27 Ottobre 2021 è stata una giornata speciale: alla Santa Messa delle ore 17, Padre Floriano dei Frati del Santuario di San Leopoldo Mandić ha benedetto la statua del Santo che si trova nella Cappella e donato alla venerazione dei fedeli una reliquia del Patrono dei malati di tumore.

Ulisse Scavazzini

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