Custodire il passato per immaginare il futuro  

Da più di un anno è iniziata la collaborazione tra Centro Studi e Ricerche della Pianura Veronese e Cultura Aperta che ogni mese si impegnano a scrivere un articolo, gentilmente pubblicato su La Rana. Se della seconda associazione è possibile seguirne le iniziative sui social e dove questa si propone, meno conosciuto e visibile è l’impegno e il ricco patrimonio storico culturale che il Centro Studi raccoglie, cataloga e conserva da molti anni.

Riviste, quotidiani, articoli degli eventi storici più importanti, libri di qualsiasi genere e fumetti sono stati nel tempo uniti e custoditi con cura in quella che a tutti gli effetti è l’unica emeroteca in città e forse non solo. Tra gli scaffali di legno e metallo è possibile andare alla scoperta delle famiglie bovolonesi del passato, leggere come vivevano i nostri nonni, riscoprire vecchie tradizioni e ripercorrere l’evoluzione di Bovolone, un piccolo paese di campagna diventato nel tempo un’importante città.

A cornice di tutto questo, l’associazione ha negli anni collezionato strumenti e apparecchi musicali, come radio e grammofoni ancora funzionanti, telefoni e computer, film in DVD e VHS, dichi in vinile a 78, 45 e 33 giri, CD musicali, Videogiochi e Floppy disk nonché oggetti quotidiani d’epoca come bilance da cucina, lampade, insegne pubblicitarie, banchi dei laboratori artigianali, foto e monete.   

Oltre a raccogliere e conservare, il Centro Studi nei suoi 11 anni di vita ha stampato alcuni libri sulla storia di Bovolone, raccontando gli usi e costumi di chi ha abitato e costruito la nostra città, e ha proposto a Bovolone e nei comuni limitrofi diverse mostre di successo su eventi e periodi storici: il Risorgimento e l’Unità d’Italia nella Pianura Veronese, gli echi della Grande Guerra nel nostro territorio, la Divisione Acqui, la costruzione del Duomo di Bovolone; inoltre, da molti anni è presente alla Fiera di San Biagio, dove espone parte del materiale raccolto negli anni. Tutto questo affidandosi unicamente alla disponibilità dei soci e degli sponsor.

Da tempo si è alla ricerca di uno spazio adeguato per valorizzare l’importanza storica, artistica e culturale del materiale raccolto e per renderlo visitabile e consultabile da chi lo desideri. Abbiamo un progetto ambizioso che mette insieme vecchio e nuovo, persone giovani e meno giovani in un connubio di reciproca valorizzazione e siamo disponibili a condividerlo con l’Amministrazione Comunale per la sua concreta attuazione. Scatoloni pieni di libri scolastici, cartelloni del vecchio asilo delle suore e scaffali con VHS di cartoni animati e audiocassette delle favole per bambini possono essere visti come qualcosa di inutile, un guazzabuglio di spazzatura, di oggetti che ispirano solo veloci sentimenti di nostalgia, ma il Centro Studi, con pazienza e costanza, e collaborando con Cultura Aperta, lavora continuamente per conservare la nostra Storia e tramandare alle nuove generazioni racconti, ricordi, oggetti e tradizioni del passato, sempre con il desiderio di tenere viva la memoria e, con questo, immaginare e creare un futuro nuovo.

Emanuele De Santis

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