Gran Fati – Il mondo è dei furbi?

Di libri sulla storia di Bovolone se ne sono scritti molti: alcuni hanno narrato le vite di personaggi famosi, altri hanno descritto i luoghi più importanti della nostra città o gli eventi più significativi. Il maestro Piergiorgio De Guidi, dopo i 3 volumi del “Diario di un paese di campagna”, ripercorre con questo libro la storia della nostra città dal 1900 alla fine degli anni ’70 non limitandosi a raccontare una serie di fatti ma parlando delle persone e della loro vita quotidiana.

Bovolone non è una città isolata, pur essendo un piccolo paese di campagna della bassa veronese, ma vive in diretto contatto con il mondo di cui segue gli eventi e ne subisce le conseguenze: la Grande Guerra, la politica disastrosa del fascismo, le lotte sociali, la Seconda Guerra Mondiale, la ricostruzione e il boom economico modificano il paese, la coscienza e la cultura degli abitanti. Questi, che sono donne e uomini, contadini e ricchi signori, giovani e anziani, sono personaggi che nel libro seguono, insieme al lettore, l’evoluzione della vera protagonista della storia, la nostra Bovolone, un piccolo paese di campagna che cambia, cresce e matura col passare del tempo. Ciò che colpisce nel leggere le vicende narrate è il vedere come, oltre le distanze e il tempo, i nostri antichi concittadini sono del tutto simili a noi: le semplici gioie della famiglia, la necessità di lavorare, il bisogno di migliorare la propria condizione di vita, lo stupore davanti alla Natura, i vizi e le virtù sono gli stessi, solo in un tempo diverso.

Sfogliando le pagine è possibile davvero viaggiare nel tempo per ritrovarsi a camminare per la polverosa strada principale, dove carri trainati da asini e da cavalli trasportano merci e persone, i bambini corrono per strada, le donne in piccoli gruppi vanno alla bottega per qualche acquisto, gli uomini discutono di politica e un grande sacerdote guarda con speranza il duomo da finire affidandone a Dio i lavori. Le parole scorrono raccontando la silenziosa campagna, nella quale solo il canto degli uccelli, il passo del contadino che ara il campo e il vento tra gli alberi disturbano la quiete al tramonto di un’altra giornata di lavoro. I conflitti mondiali calano sugli abitanti portando morte, urla, pianti, rombi, povertà, esplosioni e divisioni: il risultato è una Bovolone distrutta, da ricostruire insieme, dove ritrovare l’unione oltre le differenze, la voglia di vivere oltre il cinismo, la creatività e l’ingegno oltre la stabilità e la nostalgia.

La forza di questo libro non è nel racconto dei fatti storici ma nel saper trasmetter le emozioni di chi li ha vissuti, sentimenti e passioni eterne che ancora oggi coinvolgono il lettore in quella quotidianità passata ma ancora capace di stupirci in bellezza e semplicità. Gran Fati, in conclusione, è un ritratto nuovo della nostra città, un’opera fatta non solo di parole ma anche di profumi, musica, discorsi, silenzi e colori che solo le emozioni possono rendere eterne nel tempo.

Emanuele De Santis

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