La cabala del gnoco

Questa poesia di Berto Barbarani prende lo spunto dalla caratteristica e pittoresca festa carnevalesca, che si svolge a Verona fin dal secolo XVI, e che si chiama “Venerdì gnoccolar”.

Qui il poeta esalta una delle pietanze più note della cucina locale, gli gnocchi, confezionati con farina di patate e abbondantemente conditi con burro e formaggio.

Secondo la tradizione, la festa è nata grazie a un lascito del dottor Tomaso Da Vico, il quale abitava nel popolare quartiere di San Zeno, dove un busto e una lapide tuttora lo ricordano.

Nell’ultimo venerdì di carnevale, dopo l’elezione di “Papà del Gnocco”, maschera a capo della festa e simbolo dell’abbondanza, un corteo di carri allegorici e maschere attraversa le vie della città tra ali di folla armate di coriandoli e stelle filanti, fino alla Piazza dei Signori, dove il Prefetto viene invitato a recarsi a San Zeno. Qui, su un apposito palco, si confezionano e cuociono gnocchi in quantità, che vengono distribuiti al popolo. In questo giorno non v’è cucina a Verona che non prepara questo piatto tradizionale.

LA CABALA DEL GNOCO (Berto Barbarani)


Eco qua, mondo pitoco,
la gran cabala del gnoco!


Drita in mèso a la cusina,
co la càpola de gala,
me comare moscardina,
la se giusta la grembiala,


che bisogna celebrar
el gran Vendri gnocolar…!


Come capita el bon estro,
la marida a poco a poco,
la farina a la patata
e da forte inamorata,
la manipola el paston…!


Che el marcia in bigoli,
longhi e sutili
ben cenerini,
come che va…


E ogni tanto ‘na bela infarinà…!


Fin, che via i rùgola,
tochi e tocheti,
oh che gnocheti,
che nassarà…!


E ogni tanto ‘na bela infarinà…


E ti lavora,
gratacasola,
daghe el miracolo
de la parola;
faghe i so brufoli
a fior de pansa,
che in esultansa
i ridarà…


E ogni tanto ‘na bela infarinà…!


Desteso in rango
Su la tovaia,
sto fido popolo,
che mai no sbaia,


che a mesogiorno
sfida el canon;


sereno intrepido
chieto onfà l’oio,
che speta el boio
del caldieron..!


E ti lavora
gratacasola,
daghe el miracolo
de la parola…
grata el formaio,


sensa creansa,
che el se ghe intrufola,
dentro la pansa….


E ti destrìghete
butier balosso:
spiuma,desfrìsete,
sàlteghe adosso….


pronti, el rsponde
rosso brusà:


Zzzz…zzzz- che el sìsola …
Gnochi, son qua!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...