Mons. Bernardo Antonini: da Raldon alla ri-evangelizzazione della Russia

La comunità di Raldon ha un legame molto forte con monsignor Antonini, scomparso nel 2002 dopo aver svolto una intensa opera di evangelizzazione in Russia e Kazakhstan. Il principale merito riconosciuto al sacerdote di Raldon va alla sua incessante opera a favore del dialogo religioso con l’area dell’ex Unione Sovietica. Il suo più importante compito in Russia fu il riavvio del seminario Regina Apostolorum di Mosca, di cui fu rettore. Diede vita anche all’istituto teologico San Tommaso d’Aquino e al periodico Svet Evangelia di cui fu direttore. Più testimonianze ricordano il suo indomabile spirito di evangelizzatore. Erano stati pubblicamente riconosciuti come risultati impensabili nella Russia dei primi anni Novanta sia l’apertura del seminario sia l’ordinazione di nuovi preti russi. Testimonianze che provengono anche dalla lontana terra russa (da cui spesso arrivano sulla tomba di Raldon visite di pellegrini) dove gli stessi preti ortodossi si dissero «colpiti dalla sua energia, in quanto non era solo un professore ma anche un padre spirituale».

Don Antonini, nato a Cimego in provincia di Trento il 20 ottobre 1932, si trasferì giovanissimo con la sua famiglia a Raldon. Nel 1942 entrò nel seminario diocesano di Roverè e fu ordinato sacerdote il 26 giugno 1955. Nel 1962 ottenne la laurea in lingue e letterature straniere moderne all’Università Cattolica e, due anni dopo, la licenza di Dogmatica. Fu a Mosca dai primi anni Novanta e si spense in Kazakistan nel 2002. Nella cattedrale cattolica di Mosca è stata apposta una lapide che lo ricorda.

La comunità di Raldon nel 2015 ha voluto dedicargli il nuovo polo scolastico. «È una figura eminente per il territorio di Raldon che lo riconosce come personalità di grande rilievo», dice la motivazione proposta dalla scuola.

Alcune docenti della scuola primaria a lui intitolata hanno segnato le tappe fondamentali della sua vita. Ne riportiamo alcune tra le più significative.

1989: decide di andare in Russia per tre mesi per toccare con mano la situazione della Chiesa in quel Paese, ormai ufficialmente sciolta dal 1917. Nel frattempo, inizia a studiare il russo con le audiocassette.

OTTOBRE 1991: si trasferisce definitivamente in Russia, dove scopre come i sacerdoti esistano, avendo però ricevuto l’Ordinazione di nascosto: alcuni addirittura all’insaputa dei genitori, altri istruiti da un rettore divenuto autista di autobus.

NOVEMBRE 1992: arriva da L’Aquila in dono il materiale per una postazione radio. Don Bernardo si reca a chiedere i vari permessi e, alla domanda dell’impiegata su chi sia lo sponsor, risponde: – La Provvidenza! -, di cui l’addetta vorrebbe indirizzo e numero di telefono… I permessi vengono comunque accordati. Nasce Radio Maria, terza struttura ecclesiale dopo la Caritas e il Collegio di Teologia per laici.

Il contatto coi giovani russi fa sorgere in lui il desiderio di fondare un nuovo Seminario Cattolico in Terra russa, poiché fino a quel momento le vocazioni dovevano essere mandate all’estero. Lo dice all’arcivescovo di Mosca, T. Kondrusiewicz, il quale gli risponde che, se a giugno avrà otto o dieci vocazioni, si aprirà il Seminario diocesano.

29 GIUGNO 1993: l’arcivescovo firma il decreto di fondazione del nuovo Seminario “Maria Regina degli Apostoli” e, a sorpresa, dopo qualche giorno, don Bernardo ne viene nominato rettore. Dovrà occuparsi, oltre di ciò per cui si era offerto, anche di trovare le vocazioni, della gestione dell’edificio, del cibo, dei letti, della biancheria e dei finanziamenti. Un impegno davvero gravoso.

Il 1° settembre 1993 partono le lezioni del Seminario, che viene dislocato su tre sedi a causa della mancanza della mensa, dell’alloggio e delle aule per le lezioni. I seminaristi dormono provvisoriamente in due stanze dell’appartamento del vescovo; mangiano in una baracca di legno, adibita a ricovero degli attrezzi degli operai, dopo averla liberata; utilizzano due containers prefabbricati per le lezioni.

Il corso di teologia dura sei anni: le prime ordinazioni sono previste per il 23 Maggio 1999, Pentecoste.

1994: in don Bernardo inizia a emergere l’idea che possa essere restituita la sede del vecchio Seminario cattolico di San Pietroburgo, città dove storicamente aveva avuto sede fino al 1917.

MARZO 1995: alla guida di un piccolo drappello di seminaristi, don Bernardo si reca nella parte sconsacrata della vecchia chiesa cattolica dell’Immacolata, a Mosca, trasformata in edificio industriale a quattro piani. Gorbaciov aveva decretato che tutti gli edifici religiosi venissero restituiti ai legittimi proprietari, ma questo non era ancora avvenuto o, almeno, non completamente. Affinché ciò avvenisse, il clero cattolico predispone due giorni di preghiera alla Madonna, l’8 e il 9 marzo, ed è in questa occasione che i seminaristi, con don Bernardo, attuano un’invasione pacifica della fabbrica. Il Direttore della fabbrica chiama la polizia, che arriva, armata fino ai denti, ma retrocede davanti ai seminaristi che avanzano cantando il rosario. Il giorno dopo, si ripete l’evento, ma con minor fortuna: arrivano 20 camionette della polizia, che picchia e malmena i seminaristi e lo stesso don Bernardo. Quattro seminaristi finiranno in prigione, ma verranno liberati il giorno dopo, dietro pressione di don Bernardo.

12 OTTOBRE 1995: tutto il Seminario di Mosca “Maria Regina degli Apostoli” si sposta a San Pietroburgo, sua antica sede. Inaugurazione del terzo anno di Seminario, il cui edificio però sarà completamente agibile solo a marzo.

23 MAGGIO 1999, Pentecoste: solenne consacrazione dei nuovi sacerdoti, dopo 82 anni di silenzio della chiesa russa. Don Bernardo vede realizzarsi il suo sogno coi primi tre preti che conquistano il baccalaureato in teologia. Il seminario di San Pietroburgo è affiliato alla Pontificia Università Lateranense.

FINE 2000: il Seminario di Karaganda (Kazakistan) gli chiede aiuto per superare alcune difficoltà. Don Bernardo accetta e inizia una nuova impresa in favore dei giovani seminaristi del Seminario “Maria Madre della Chiesa”.

Il Kazakistan, detta “steppa della fame” in quanto arida e brulla, è una terra remota ai confini della civiltà, terra di basi missilistiche e di gulag dove furono internati i prigionieri politici russi durante la dittatura sovietica. Negli ultimi anni, però, ha visto crescere d’importanza il suo ruolo geografico in quanto al centro dell’unico corridoio pianeggiante che congiunge la Russia europea alla Cina. È diventata dunque (com’era già stata nel passato) terra d’importanti interscambi anche culturali, un luogo ideale per gettare un ponte verso tutti i cattolici che vivono nel centro Asia, compresi i cattolici cinesi.

Quest’ultima scelta geografica andava a completare il quadro di concezione di don Bernardo, che contemplava una riconciliata unità tra i cattolici, costretti in Asia ad una sorta di diaspora durata quasi tutto il ‘900, e che era iniziata col massacro degli Armeni.

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