La Bella Bovolone

Non dovremmo mai abituarci alla bellezza di Bovolone, alle sue strade e paesaggi, alle feste che segnano lo scorrere delle stagioni e alla storia che si respira in ogni angolo di questa città.

Una vita, la nostra, che nasce in una zona paludosa, difficile da abitare, dove uomini primitivi costruirono palafitte e, senza saperlo, fondarono un piccolo villaggio vicino ad un fiume. La Valle del Menago, il nostro grande polmone verde, è un immenso giardino, ricco di piante e animali, con una comoda area picnic, un percorso della salute e molte iniziative durante l’anno, il tutto vicino al Menago. Passeggiare sulle sue rive è un’esperienza che risveglia i sensi: il profumo dell’erba e dei fiori, il calore del sole rosso al tramonto e il silenzio dell’acqua che scorre, l’airone che si alza in volo per godersi la vista della città dall’alto e le campagne coltivate, da cui arriva il rombo del trattore che solca la terra.

Lontano dal rumoroso centro abitato, dopo un piccolo ponte, nascosto tra grandi alberi si trova la Pieve di San Giovanni, il più antico e silenzioso segno della Fede cristiana nel nostro territorio. Dal grande prato verde si alzano la chiesa, dove una volta c’era un antico convento di frati, e il battistero, dove in molti sono diventati figli del Padre celeste. Tornando in città, l’oratorio San Biagio, un tempo dedicato ai Santi Fermo e Rustico, la prima chiesa della città, è uno scrigno che custodisce racconti, tombe di personaggi importanti, dipinti, un organo di legno, l’affresco della navata centrale e le preghiere di una bambina, la quale davanti ad un grande quadro parlava con il volto di Cristo non immaginando che in futuro l’avrebbero chiamata Beata. Lì vicino c’è il Duomo, la “chiesa fatta con le uova” dato che moltissime furono le uova vendute dalla povera gente per raccogliere i soldi necessari per portare avanti i lavori durati oltre 100 anni.

Un grande palazzo, vicino ad una piazza con un’alta statua di un eroe greco, con un ampio giardino murato, nel centro della città: era del vescovo, che qui si rifugiava dal caldo e dalla confusione di Verona, mentre oggi è la casa del sindaco, il primo cittadino al servizio di tutti. Dietro al palazzo, in quello che un tempo fu un granaio, o forse la rimessa per gli attrezzi o la semplice abitazione della servitù, piccola, quasi nascosta, si trova la Biblioteca con i suoi infiniti libri e l’immensa Cultura che ogni giorno offre a tutti noi.  

E girando per le vie, tra un bar e un negozio, un parco pieno di bambini e gli innamorati seduti sui gradini della chiesa, tra chi passeggia e chi ammira una vecchia villa contadina, con le biciclette che sfrecciano per le strade e l’azzurro del cielo che copre l’immensità delle campagne, penso che non dovremmo mai abituarci alla bellezza di Bovolone, una bellezza offertaci in ogni stagione, anche durante questo periodo pandemico difficile, ma pur sempre natalizio. BUONE FESTE A TUTTI VOI!

Emanuele De Santis

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