Gli organi antichi delle chiese di Cerea

L’organo della parrocchiale di Cerea è opera del vicentino Giovan Battista De Lorenzi, il più autorevole maestro della storia organaria veneta dell’Ottocento.

Fu costruito nel 1875 e installato all’interno dell’attuale cassa decorativa che conteneva un organo preesistente. Non deve trarci in inganno la data riportata con numeri romani sotto l’orologio (MDCCCXXII – 1822) che indica appunto l’anno di posizionamento dell’orologio.

L’organo, recentemente restaurato, era rimasto integro in ogni sua parte, anche negli accessori tipici dell’epoca, come i campanelli, i piatti, il tamburo e la grancassa: è quasi un complesso bandistico riunito al gran completo in un solo strumento.

È un organo rarissimo, dato che nella Diocesi di Verona esiste un solo altro organo “De Lorenzi” simile a questo. In tutta la Bassa Veronese l’organo della parrocchiale di Cerea resta come l’unico del periodo sicuramente originale ed integro.

La facciata è a 5 campate, composta da 35 canne di stagno. Altre canne sono all’interno, la maggior parte di metallo, il resto in legno, per un totale di 1069. La tastiera di 58 tasti (bianchi in avorio e neri d’ebano) va dal DO 1 al LA 5. La pedaliera a leggio è composta da 22 note; le manette dei registri, a destra della tastiera, sono 31.

Un sipario di tela cala a coprire le canne visibili e rappresenta Re Davide che canta e accompagna con la cetra i Salmi da lui composti.

 

L’organo più antico di Cerea è però quello della chiesa dedicata alla Beata Vergine (la Cesolina). Il piccolo organo ha 90 anni di più, rispetto a quello della parrocchiale, ed è opera di Hieonjmus Zavarise, eminente rappresentante della scuola veronese-gardesana, che dal Seicento all’Ottocento ha dato vita a splendidi esemplari di arte organaria, oggi ormai rarissimi.

L’organo è privo di poche canne, ma è il meglio conservato nella sua integrità. Paradossalmente è capitato che per l’oblio, per la trascuratezza degli uomini è stato preservato, è rimasto appartato, e quindi al riparo da manipolazioni e alterazioni.

La facciata del piccolo organo è di stile neoclassico, composta da 25 canne di stagno disposte a piramide. All’interno ci sono altre 484 canne. Sopra la tastiera (di bosso ed ebano) c’è l’iscrizione: HIERONJMUS ZAVARISE VERONE HOC FECIT OPUS AÑO DÕMI MDCCLXXV (Girolamo Zavarise di Verona compì quest’opera nell’anno del Signore 1775).

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