Bovo: da un casato di nobili il nome della frazione

Tra i toponimi “Bovo” risulta essere uno dei più antichi del territorio di Buttapietra. Nel 1068 è forse già correlato al casato dei Dal Bovo e certamente alla presenza di un castello già a partire dal 1200. Fra i centri di allora, Bovo doveva essere abbastanza importante perché spesso menzionato nel 1233 come uno degli insediamenti più importanti ed antichi del territorio di Buttapietra, attestato come castello. La frazione deve il nome ed è legata alla nobile famiglia dei Dal Bovo. Infatti il vescovo Iacopo Filippo Tommasini scrive che la famiglia, proveniente dalla Palestina, si stabilì prima a Venezia e poi a Verona dove ottenne il Castello dei Ribaldi, chiamato poi il Castello del Bovo, che qui certo esisteva durante la Signoria degli Scaligeri (1287-1378). I Dal Bovo, come tutti i nobili dell’epoca che solitamente vivevano in città e si rifugiavano nella villa rustica solo se necessario, nel 1448 iniziarono la ricostruzione dell’edificio destinato alla residenza signorile, il “castello” appunto, opera terminata nel 1481. La villa signorile nell’ arco di alcuni secoli venne più volte demolita e rifatta. Oggi palazzo Bovo, nonostante le modifiche apportate, mantiene inalterato l’impianto originario. La facciata principale della villa, di impronta classica, nella parte centrale è valorizzata da quattro lesene sormontate da un timpano. A sinistra dell’ingresso, sul lato est, due lapidi con iscrizioni in latino ripropongono le tappe più significative del casato dal 1250 al 1783. Nel 1481 Bartolomeo Dal Bovo fece erigere di fronte all’oratorio di famiglia anche la “stele di Bovo”, obelisco attualmente collocato in fianco alla chiesetta che a metà del 1700 venne ristrutturata e nel 1832 assunse le forme attuali. La memoria liturgica di San Bovo ricorre il 2 gennaio con la benedizione del sale per gli animali. I nobili mantennero sempre vivo il rapporto con questo piccolo villaggio, tanto che dal 1868 al 1887 il conte Giovanni Dal Bovo, con atto benefico, apriva in un proprio locale la scuola pubblica che della stessa fu finanziatore, maestro e soprintendente. Ma il sindaco dell’epoca, conte Andrea Avellino Gaspari, erroneamente la interpretò come una scuola privata e con l’anno 1888 fece erigere la Scuola Elementare a Marchesino. Qualche anno dopo moriva il benefattore. Nel 1936 il podestà Achille Ottaviani la titolò a Dalmazio Birago e nel 1938 la trasferì nell’ attuale edificio. Nel 1950 si spegneva anche la contessina Dal Bovo, ultima discendente della famiglia gentilizia. Attualmente corte e palazzo Bovo sono occupati da alcune abitazioni private.

Giorgio Bighellini in “La Voce del Basso Veronese” – gennaio 2020

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