Voto delle 11 S. Messe al Nome di Maria all’Oratorio del Capo di Sotto di Sanguinetto

L’Oratorio delle tre vie a Sanguinetto

dalle “Memorie del parroco Rev.do Camillo Maria Sommariva” a Sanguinetto dal 1819 al 1838 – Archivio Parrocchiale – (sono state mantenute le imperfezioni grammaticali come da testo originale)

“… Siamo nel 1836: abbiamo vissuto questi ultimi trè anni appena passati, con vera Enfasi di Giubilo e di risveglio Spirituale, per tutte le nostre menti e in tutti i nostri cuori. Il 1833 con l’anno Giubilare della Redenzione, il 1834 la Sacra Visita Pastorale, il 1835 la Consacrazione della bella e nostra nuova Chiesa Parrocchiale. Ma ecco e non ancora spenti questi entusiasmi du Fede e di Amore dianzi descritti, apparire all’orizzonte un’orrido flagello: ossia il Colera. Giacchè speravamo ad una ripresa sia Morale che Economica, dopo aver subito per circa un ventennio, le nefaste angherie delle truppe Napoleoniche, che i più attempati queste cose se le ricordano. Dilagando da altri Paesi Europei: sia per l’incuria delle Autorità del Regno Lombardo-Veneto, sia per la più nera e squallida miseria e penuria che domina in questi nostri Paesi della Bassa Padania, il che si impiantò in vari famigli, menandovi stragi di Morti. Ora si vedono miseramente languire su dei miseri pagliericci, destituite totalmente di forze, i poveri infetti ora frenetici e furibondi, si scorgono fare mille strane e dolorose pazzie, si odono tallora strillare per la veemenza di inesplicabile dolori, cagionategli dal male; quali vomito e dissenteria continui; si odono ancora raddoppiare i loro gridi, mentre con disgustosi medicamenti vengono per così dire quasi martirizzati, senza averne alcun rimedio e di subentrando in poco tempo la morte stessa. Appena avvenuto il decesso, subito il Cadavere lo si mette in una Cassa di legno e cosparso tutto di calcina viva, subito addiviene portato al Cimitero e interrato di molto profondamente. Per quanto riguarda il bene Spirituale, vi è ordine esplicito, dal Regno LombardoVeneto, Celebrarne le esequie qualche giorno di dopo, il che io stesso mi attengo a queste Reggie disposizioni e di spesse volte celebrare tra lacrime e pianti irrefrenanti. Era pure tassativamente sancito bruciare qualunque cosa appartenuta o adoperata dal Morto e pure purgando con calcina viva tutta la casa, così pure era legge tassativa sia dall’Autorità Civile che anche da quella Religiosa, purgare con calcina viva e di spesse volte il Cimitero.

Ma ancora una volta il buon popolo di Sanguinetto e contemporaneamente quello anche di qualche altro Paese, sempre del Veronese, delusi di ogni speranza umana nei confronti della Scienza Medica, pensarono bene di alzare gli occhi gli animi al Cielo, chiedendo la Grazia nell’Intercessione del Nome Santo di Maria, Celebrando io stesso molte Santissime Messe Solenni, nel nostro Oratorio delle trè Vie, di pure Dedicato al Santo Nome di Maria.

L’Intercessione di Maria si manifesta molto esplicitamente il di 11 del mese di Luglio, con un temporale che si scatenò di molto repentinamente verso le ore 3 pomeridiane e continuando anche per tutta la notte con una pioggia battente, spazzando via e debellando totalmente la turpe epidemia di Colera.

Il popolo di Sanguinetto d’accordo con me suo Parroco, prendemmo la decisione di decretare un Voto Perpetuo di Celebrare 11 Santissime Messe, sempre all’11 di Luglio, all’Oratorio delle trè Vie, in segno di Ossequio e di Ringraziamento alla Regina dei Cieli, per il Grandissimo Favore della ricevuta Grazia, la quale occorrono moltissimi Fedeli, anche dai Paesi viciniori, elargendo cospicue e Pie elemosini.

Dopo questa sua accennata data dell’11 di Luglio la quale addivenne la benefica pioggia anche da mesi agognata non si verificò più alcun decesso della nostra Bassa Padania a causa dell’epidemia del Colera: anzi molti si ristabilirono in qualche mese e nella nostra Chiesuola addivennero appesi alle pareti interne della stessa molti ex voto anche di argento con incise le sillabe l’Alfabeto P.G.R. ossia per Grazia Ricevuta; in segno di Gratitudine e di Riconoscenza alla Vergine Maria, per riacquistata salute.

 

Il responsabile Prete Camillo Maria Sommariva Parroco.

Il trascrivente Giuseppe Betti, con Giuramento.

Finito di trascrivere il 7 settembre 1836.

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