Sommariva: l’eroe del cielo

davQuella dell’aviatore Luigi Sommariva è una storia di coraggio ed eroismo che ben rappresenta la grande tradizione del Basso Veronese nel mondo dell’aviazione. Non a caso, a lui e al fratello minore Camillo – entrambi caduti in missione nella Grande Guerra – sono state intitolate una scuola media e una piazza nel comune di Cerea. Proprio qui, infatti, ha avuto inizio l’importante storia della famiglia Sommariva, sebbene entrambi i fratelli siano nati quando i genitori si erano già trasferiti (a Forlì è nato Luigi, a Pesaro Camillo).

UNA CARRIERA ECCEZIONALE

L’istruzione è stata un elemento fondamentale nella vita del noto aviatore, classe 1892. Conseguito il diploma tecnico a Brescia, infatti, Sommariva ha iniziato a frequentare il Politecnico di Torino, intenzionato a laurearsi in ingegneria. Quando l’Italia nel 1915 è entrata nella Prima Guerra Mondiale, tuttavia, Luigi è stato costretto ad abbandonare gli studi per iscriversi all’Accademia Militare di Modena. È stato proprio il richiamo alle armi ad aprire a Sommariva il mondo dell’aviazione e dei dirigibili, in particolare. La sua carriera nell’esercito è stata da subito rapida e importante. In questo periodo, infatti, Luigi viene nominato sottotenente del Genio e si occupa di istruire le reclute a Modena. Trasferitosi a Ciampino, ha la possibilità di seguire il suo primo corso di pilotaggio, venendo nominato ufficiale di bordo. Le sue preziose competenze ingegneristiche lo portano anche a collaborare nella progettazione del dirigibile A1, destinato ai voli d’alta quota. Questi dispositivi, infatti, erano stati una vera e propria rivoluzione per il mondo bellico. Pilotarli e metterli a punto richiedeva un coraggio e una preparazione decisamente fuori dal comune: qualità che Sommariva possedeva in abbondanza.

DUE MISSIONI EROICHE

Nella notte tra il 6 e il 7 agosto 1918, ha luogo la prima missione ufficiale di Sommariva. L’obiettivo è quello di bombardare, a bordo di un dirigibile Ten, la base austriaca di Cattaro, sulla costa dalmata. Tornando nella base di Grottaglie, tuttavia, l’aeromobile subisce un guasto importante e Luigi vi pone rimedio con un gesto a dir poco eroico, salendo a cavalcioni su un cavo metallico ad oltre 2000 metri di altezza. davL’ultima impresa di Sommariva lo porta ancora a Cattaro, dove finisce vittima della contraerea austriaca. Solo qualche mese prima il fratello Camillo era caduto in missione. Commovente l’ultima lettera scritta ai genitori, dove racconta con coraggio ciò che lo aspetta: “Adorati genitori, parto fra qualche ora per una missione sulla costa nemica. Sono sicuro che assai difficilmente potrò tornare indietro. Il pensiero, però, che potrò vendicare con altre vite quella che è stata tolta al nostro adorato Camillo, mi spinge ad affrontare lietamente l’impresa, contento di poter anch’io fare qualche cosa per la nostra Patria”.

Appresa la notizia, tutto l’esercito italiano riconobbe il grande sacrificio di Sommariva. Il comandante dell’Aeronautica Guido Milanesi commentò così l’accaduto: “Fu questo, senza dubbio, l’avvenimento più tragico dell’Aeronautica della Regia Marina”.

UN’EREDITÀ IMPORTANTE

Oltre cento anni dopo la morte, tuttavia, Sommariva sopravvive ancora nella memoria di molti. È stato, infatti, insignito della laurea ad honorem in ingegneria e decorato con la Medaglia d’Argento al valore militare. Oltre alla scuola media ed all’omonima piazza, oggi anche l’Associazione Arma Aeronautica di Cerea porta orgogliosamente il suo nome.

 

da LaNotizia.news, n. 3 del 12 marzo 2019

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