La Festa delle Maschere

Con l’Epifania termina il periodo delle festività natalizie e inizia il tempo del Carnevale. Questa festa ha origini antiche e ancora oggi mantiene vivi tutti i propri significati attraverso i riti e i simboli. Il termine “Carnevale” deriva probabilmente dal latino “Carrus Navalis”, ossia “Carro Navale”, in riferimento ai carri a forma di barche che venivano fatti sfilare per le vie delle città e dei villaggi; tuttavia un’altra interpretazione vuole che il nome della festa sia una storpiatura di “Carne Levare”, in riferimento al digiuno dalle carni del Mercoledì delle Ceneri e della Quaresima.

Un periodo di scherzi, disordine, capovolgimento dei ruoli sociali e grande divertimento era presente, oltre che in molte culture in tutto il mondo, nella società romana durante i Saturnalia (tra il 17 e il 23 Dicembre), i giorni dove si celebrava l’Età dell’oro di Saturno e nei quali si allestivano banchetti, giochi, spettacoli al teatro o per le vie della città e dove tutte le attività, pubbliche o private, venivano sospese. In questo tempo i ruoli sociali venivano capovolti, con gli schiavi che diventavano padroni e viceversa, ed era concesso organizzare scherzi e prendersi gioco anche dei potenti, il tutto fino alla nascita nel Sole, il quale tornava a portare ordine al caos. L’arrivo del Cristianesimo non eliminò la festa ma la pose prima della Quaresima con nuovi significati: al periodo di gioia sfrenata, e della settimana grassa, venne contrapposto quello della penitenza disciplinata e della settimana santa, così come l’elezione del re buffone, e la sua simbolica uccisione in piazza, richiamava le burle che Gesù, vero Re, subì prima della morte in croce.

Al Carnevale è legata la Maschera, simbolo del mistero, del viso nascosto agli altri e della libertà di esprimersi in tutti i desideri repressi e più profondi. A quelle classiche, come le principesse e fate o i supereroi Zorro e Batman, ogni anno si aggiungono sempre nuove e divertenti forme per truccarsi e mostrarsi diversi dal solito. Eterne, e sempre attuali, sono poi le maschere del carnevale Veneziano, che nel Rinascimento fece di questa festa un momento importantissimo per vita della Repubblica: giochi, spettacoli e prove di coraggio venivano organizzati in tutti i territori della Serenissima e siori e poareti, giocolieri e arlecchini si ritrovavano e si divertivano insieme.

A Bovolone il carnevale viene celebrato da moltissimi anni e la sua preparazione, così come la partecipazione, è molto sentita, come dimostrano anche le diverse maschere delle contrade che sfilano per il centro della città nel Martedì Grasso: il Re Marangon, la Regina Scaiarola e il figlio Truciolo, simboli dell’arte del mobile del nostro territorio, il Re e la Regina del Riso delle Crosare, il Conte e la Contessa Cappello di San Pierin, il Dio Bacco della Casella e Il Signore e la Signora delle rane delle Caltrane-Canton. Dopo le maschere locali sfilano l’amatissimo Papà dello Gnocco, i signori dei comuni vicini e tutti i carri pieni di luci, suoni e colori ogni anni sempre più belli. Tra coriandoli e stelle filanti, il profumo della Fritola, dolce buonissimo di questo periodo, riempie l’aria: tutti festeggiano, ridono, corrono e giocano, fino all’arrivo del Mercoledì delle Ceneri e il tempo della penitenza, riflessione e disciplina della Quaresima.

 

Emanuele De Santis

Centro Studi e Ricerche – Cultura Aperta

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