San Biagio: un tesoro prezioso

Dall’1 al 4 Febbraio a Bovolone si terrà la Fiera di San Biagio nella sua 742esima edizione, un appuntamento importante sia per l’agricoltura e l’economia del territorio che per la storia e il culto religioso della nostra città.

Biagio, secondo la tradizione della Chiesa, era un medico di Sebaste, in Armenia Minore (oggi Sivas in Turchia), diventato vescovo della chiesa locale e catturato dai romani fedeli a Licino in lotta con quelli di Costantino, colui che diede libertà di culto con l’Editto di Milano nel 313. Condannato a morte per il suo ruolo di episcopo, rifiutandosi di rinnegare la sua fede in Gesù, venne scorticato vivo con i pettini di ferro usati per la lana e infine decapitato nel 316. Il corpo venne raccolto e conservato vicino Sebaste e il suo culto si diffuse sia nella Chiesa Cattolica che in quella Ortodossa anche grazie ai numerosi miracoli. Tra questi quello più noto, che compì quando era in vita, fu la guarigione di un ragazzo da una lisca di pesce conficcata nella trachea, motivo per cui egli è invocato contro i “mali della gola” e non solo, come avviene nella benedizione delle gole dei fedeli che i sacerdoti compiono al termine della messa in suo onore, celebrata il 3 Febbraio, incrociando due candele. Una richiesta d’aiuto, quindi, che non si limita solo alla gola ma anche all’uso che ne facciamo, ossia alle parole che usiamo con chi ci è intorno.

San Biagio divenne patrono di numerose città in tutta Europa, tra cui Bovolone, che gli intitolò l’Antica Chiesa, una via, l’Ospedale con la Casa di Riposo e, dal 1278, l’importante Fiera cittadina, un grande mercato agricolo che attirava visitatori da ogni parte del territorio dei Della Scala, signori di Verona. Durante i secoli XV° e XVI° la Fiera crebbe d’importanza sia grazie alla diffusione della risicultura, e alla diffusione delle diverse corti agricole, sia per il passaggio sotto i Veneziani, che rese la Fiera un appuntamento importante per tutta la repubblica e le sue numerose colonie e vie commerciali nel Mediterraneo. Inizialmente allestita nel Foro Boario, zona che prendeva il nome dal latino Forum Boarium, cioè dove si teneva il mercato del bestiame, la Fiera si spostò verso il centro del paese e, dopo una pausa dovuta alla Seconda Guerra Mondiale terminata nel 1953, dagli anni ’70 venne allestita dove ancora oggi è possibile trovarla, cioè nel Piazzale Aldo Moro.

Nei suoi 20 mila metri quadri di ampiezza, tra macchinari e nuove tecnologie del settore, noi del Centro Studi e Ricerche, insieme a Cultura Aperta, avremo un piccolo spazio dove mostrare la bellezza di Bovolone attraverso l’Arte che i suoi giovani, e non solo, sanno creare: pittori, scultori, scrittori e coloro che guardano la realtà con occhi diversi dai nostri avranno uno spazio dedicato per mostrare a tutti la bellezza del mondo che trovano e descrivono con le loro capacità.

San Biagio e la Fiera sono dei tesori immensi che permettono alla nostra comunità di ritornare alle origini della fede e delle tradizioni di Bovolone: sta a noi raccogliere questi doni da coloro che ci hanno preceduto, e che hanno costruito questa nostra società civile e cristiana, per tramandarli alle nuove generazioni future.

Emanuele De Santis

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