Una proposta per la chiesa di San Biagio a Bovolone

L’Antica Chiesa di San Biagio a Bovolone

Un edificio ancora anonimo, rimanendo nel solco degli accostamenti con il linguaggio architettonico di Pompei, è la chiesa di San Biagio a Bovolone, per la quale Adriano Cristofali aveva progettato l’altare del Corpo di Cristo.

L’edificio si presenta con una composizione assai articolata, puntuale nella citazione degli ordini, frutto di una preparazione tecnica e culturale che un anonimo capomastro, tra i tanti che hanno impalcato chiese settecentesche minori, non potrebbe possedere. E non sono davvero molti gli architetti attivi a Verona intorno alla metà del Settecento entro il cui repertorio indagare per far luce sulla paternità della fabbrica.

L’impostazione compositiva a doppio registro sarebbe fino a poco fa parsa troppo lontana dal fare cristofaliano; ma il raffronto con la chiesa di Montagnana – di cui riprende il registro inferiore – e con la pompeiana parrocchiale di Pescantina – da cui desume l’impaginazione con doppio arco centrale – mi persuadono che sia possibile evocare la mano di Adriano.

Vi sono anche alcuni dettagli a corroborare questa ipotesi: i capitelli corinzi dell’altare da lui realizzato entro il 1742 hanno il medesimo disegno di quelli a sostegno del timpano che sormonta il prospetto. La cornice del portale è ingentilita da due volute che ricordano le mensole a cartiglio ribaltato che diventeranno uno dei suoi segni caratteristici.

Chiesa di San Benedetto a Montagnana di Adriano Cristofali.

Rimarrebbe aperta la questione della datazione, giacché l’unico riferimento è l’avvio della campagna di ristrutturazione nel 1741, ma è pur vero che per l’ultimazione degli altari e la messa in posa dell’organo si dovette attendere per piú di vent’anni e non di rado la facciata veniva eseguita dopo il completamento degli interni. Mi chiedo se il giovane architetto avesse, al tempo in cui eseguí l’altare, esperienza sufficiente per gestire una facciata cosí articolata; d’altro canto la sobrietà volumetrica, il chiaroscuro sopito orientano verso la fase matura della sua attività. Sappiamo peraltro che Cristofali ritornò a Bovolone per realizzare il fronte verso la strada del distrutto palazzo Salvi; il termine post quem è il 1751, anno del passaggio di proprietà da Alvise Mocenigo ai conti Giovan Battista e Antonio Salvi, ma è possibile che la ristrutturazione operata da Cristofali si debba a qualche anno piú tardi, considerando la vicinanza con edifici civili veronesi quali palazzo Tosi e palazzo Balladoro. Si può supporre che in quell’occasione riallacciasse rapporti con la parrocchia e scaturisse la commissione della facciata, ma siamo a livello di congetture che richiederebbero l’ausilio di sostegni documentari e al momento il materiale noto non fornisce alcun conforto a questa ipotesi.

di Ismaele Chignola, da “Adriano Cristofali e le monache benedettine di Verona e Montagnana” in “Magna Verona Vale”, La Grafica Editrice, Verona, 2008

Chiesa di San Lorenzo a Pescantina di Alessandro Pompei.

 

 

 

 

 

 

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