I Gioielli della Fede: la chiesa di San Biagio

All’inizio del XIII secolo, nel luogo dell’attuale chiesa, esisteva un oratorio di pertinenza vescovile, dedicato a San Biagio. Si trattava di una costruzione relativamente piccola, a navata unica e preceduta da un portico. Probabilmente aveva una copertura a capanna ed era conclusa da un’abside semicircolare.

Non è possibile sapere quando il vescovo decise di donare il suo oratorio alla comunità di Bovolone perché fosse utilizzato da essa come nuova pieve, in quanto l’antica, dedicata ai Santi Fermo e Rustico, era definitivamente compromessa. Grazie alla visita pastorale del vescovo Pietro Aurelio Muti del 1845 è possibile constatare che nel 1412 fu concesso di ampliare l’oratorio allungando la navata fino a ridosso del campanile e che in questo periodo furono costruiti il presbiterio e una piccola sacrestia.

Nel corso dei secoli la chiesa ha subito diverse variazioni strutturali con l’apertura di varie cappelle che potessero ospitare i vari altari. Fino ad arrivare al 1741, anno in cui l’arciprete Francesco Ducchi diede inizio ad una radicale ristrutturazione che portò la chiesa ad assumere le forme che attualmente in gran parte conserva. Si aggiunse un coro rettangolare e un’abside semicircolare dietro al presbiterio, si costruì un nuovo altare, opera di Pietro Maderna. I muri perimetrali vennero alzati con l’apertura di sette finestre. Il tetto a capriate venne chiuso inferiormente da un soffitto piano con raccordo curvilineo in corrispondenza della navata, mentre quello del presbiterio fu modellato a forma di cupola con pennacchi. Furono aperte ulteriori tre cappelle lungo le pareti laterali e vennero modificate quelle preesistenti. Fu eretta l’elegante facciata, tuttora conservata. Nel 1953 la pseudo navatella di destra venne totalmente demolita per lasciare spazio alla chiesa di San Giuseppe.

Sulla controfacciata della chiesa sono state rinvenute tracce di affreschi, attribuite ad un pittore veneto attivo nel secolo XIV che, probabilmente, facevano parte della decorazione pittorica dell’antico oratorio vescovile. Le pitture sono divise dalla porta d’ingresso della chiesa. A destra si trovano tre riquadri devozionali che rappresentano una Santa coronata, una probabile Madonna in trono e un Santo. A sinistra si trovano un frammento di trono e due santi, una Madonna con Bambino in trono e Sant’Antonio abate.

Tra i dipinti presenti nella chiesa si possono ammirare inoltre Vergine con sant’Isidoro e san Giuseppe (metà XVIII secolo) di Giovanni Battista Buratto, la Benedizione dei pani di Domenico Brusasorzi, Madonna con sant’Antonio e san Luigi (1778) di Saverio della Rosa, il Cristo risorto tra Santa Caterina e la Maddalena (1565) di Paolo Farinati e la Beata Vergine Maria del Rosario di un anonimo pittore, San Biagio tra i martiri Fermo e Rustico (1526-1532) di Nicola Giolfino, Cena di Emmaus di Giovanni Battista Marcola, e Melchisedech offre il pane e il vino ad Abramo (1766) di Nicola Marcola.

Nella chiesa si conservano una Pietà in tufo e un tabernacolo degli oli santi in marmo e bronzo dorato, riferibili alla prima metà del XV secolo.

di Elisa Soave – da Vita Parrocchiale, giugno 2019

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