Leonardo, la Scienza dell’Arte

Il 2 Maggio 2019 ricorrono i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. Nel 1469, quando entra nella bottega di Andrea del Verrocchio, si mostra subito un artista molto talentuoso. Vasari racconta che il maestro gli affidò il compito di dipingere un angelo nel Battesimo di Cristo e che fu talmente colpito dalla superiorità dell’allievo che decise di abbandonare la pittura e dedicarsi alla scultura.

Leonardo considera la pittura come una scienza che coinvolge il discorso mentale, la razionalità matematica, l’esperienza e l’operazione manuale. Questa “vera scienza” è universale e il pittore può e deve conoscere e rappresentare tutto. La pittura diventa il massimo grado di scienza comunicabile, capace di farsi comprendere da tutte le generazioni. Inoltre esplora il carattere più intimo ed emotivo dei personaggi che entrano a far parte delle sue opere, anche grazie a suoi accurati studi sulla fisiognomica.

L’Adorazione dei magi è un’opera importantissima per comprendere il modo di intendere il processo creativo dell’artista. È incompiuta e per questo preziosa per vedere come la pittura nasca dal disegno, in questo caso fatto direttamente col pennello. Esso ha capacità poietica, sa riprodurre tutte le opere evidenti fatte da Dio, rendendo il pittore divino, ed è indicato come principio e inizio dell’attività pittorica.

Leonardo è il primo a lavorare sul colore della luce e dell’ombra. Sorprendente è la sua capacità di rendere quest’ultima attraverso la tecnica della velatura a olio con la sovrapposizione di strati trasparenti di colore che consentono di rappresentare l’atmosfera. Le ombre con Leonardo assumono il colore del corpo, come nella Dama con l’ermellino, dove l’ermellino, la manica e il braccio che lo regge, si scambiano i colori nelle ombre. Nel dipinto vi è il prototipo del “ritratto di spalla”, la dama è vista di tre quarti verso sinistra, si volta a guardare fuori campo a destra, il suo volto è esposto alla luce che scende sulla spalla e sull’ermellino da lei tenuto in braccio.

La prospettiva ha un ruolo centrale poiché articola le figure, il colore e l’ombra, è lo strumento principale per la rappresentazione pittorica conforme alla realtà. Leonardo conduce numerosi studi su di essa per comprendere come rendere reale una scena collocandola nello spazio. Nel Cenacolo la costruzione prospettica costruisce una vera stanza nel refettorio e la scena rappresentata è realmente collocata nell’ambiente circostante. Il momento rappresentato incorpora due temi: l’istituzione dell’Eucarestia e l’annuncio del sacrificio e del tradimento che causa agitazione fisica ed emotiva negli apostoli. Nella resa del paesaggio la lontananza viene resa mediante la minore definizione dei piani lontani e la diversa gradazione dei toni di colore.

Ogni opera di Leonardo è frutto di profondo studio e conoscenza, nulla è lasciato al caso ma ogni particolare è accuratamente studiato in innumerevoli disegni preparatori. Ed è qui che la pittura diventa Scienza.

 di Elisa Soave

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