Pro-poniamoci per la Terra

Sofia GSFQuando frequentavo le superiori scendevo, insieme ai miei compagni, sempre in piazza con i pugni chiusi per andare contro chi ritenevamo avesse palesemente calpestato i nostri diritti, anche se non capivamo molto chi o cosa era il nemico da combattere. Ci sbracciavamo per dare addosso ad una realtà che non ci piaceva ma che non avevamo a cuore davvero perché non tentavamo di cambiarla. Le nostre proteste, il nostro farci sentire, era inconcludente e con pochi risultati concreti. Io ero brava a criticare il lavoro degli altri, ma quanto faticavo a guardare alle mie azioni e a trovare, o essere, per prima la soluzione ai problemi intorno a me. Non capivo ancora che, invece di essere sempre “contro”, è più importante essere “pro” un problema, cioè cercarne una soluzione piuttosto che limitarsi ad urlare ciò che non funziona.  

Lo scorso 15 marzo durante il Global Strike For Future i giovani hanno iniziato ad essere “pro”: in 1,6 milioni siamo scesi in piazza non solo per urlare contro il sistema capitalistico, egocentrico ed inquinante, ma per proporre soluzioni concrete, per impegnarci ad essere diversi da chi ci ha preceduto, da chi sfrutta la Natura per il proprio tornaconto economico. Molti sono stati scettici verso di noi, hanno provato a criticare l’iniziativa partita da una ragazzina, Greta Thunberg, e il suo cartello esposto davanti al parlamento svedese, ma ciò non ci ha interessato dato che tante sono ormai le testimonianze di chi crede veramente nel cambiamento: penso alle Famiglie Rifiuti Zero (li trovate anche come gruppo su Facebook), che hanno creato una rete davvero interessante e attiva o al gruppo Retezerowaste (anche loro su Facebook e Instagram), che si occupa di segnalare negozi sfusi e mercatini dell’usato in tutta Italia, o alle tante persone che grazie alla sensibilizzazione hanno iniziato a diventare consumatori consapevoli, capaci di comprare ciò di cui hanno bisogno, senza cadere agli inviti consumistici della società moderna.

Purtroppo oggi si conosce poco il problema dell’inquinamento e dell’importanza di salvaguardare il nostro pianeta: le industrie continuano a contaminare il mondo, mentre noi siamo spesso poco attenti e non responsabili della realtà intorno a noi; è vero anche che poco si parla di questa tematica ma che ormai non si può più gettare la polvere sotto il tappeto. “Avete finito le scuse e stiamo finendo il tempo disponibile.” Questa la conclusione del discorso, durante la conferenza sul Clima delle Nazioni Unite, di Greta ed essa diventa una richiesta a collaborare, invece che scontrarsi, a trovare una strada comune e attenta all’ambiente, per poter camminare ancora sulla nostra terra. Siamo tutti teste pensanti e le scuse sono finite anche per noi: abbiamo la responsabilità, e il potere, di poter cambiare le cose, ma lo faremo solo se riusciremo ad essere tutti pro-positivi.

Sofia Modenese – Cultura Aperta

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