L’opera di Leonardo da Vinci nella Repubblica di Venezia – 2019 anno leonardesco

leonardo da vinci

«Acqua è fra i quattro elementi il secondo men greve e di seconda volubilità.
Questa non ha mai requie insino che si congiunge al suo marittimo elemento […].
Volentieri si leva per lo caldo in sottile vapore per l’aria.
Il freddo la congela, stabilità la corrompe. […] Piglia ogni odore, colore e sapore e da sé non ha niente.[…]»
Manoscritto C, f. 26v

Avete presente un uomo che eccelle in qualsiasi campo? Pittore, scultore, inventore, anatomista, filosofo, scienziato … Se c’è un personaggio che possa essere etichettato come “genio assoluto”, questo è proprio Leonardo da Vinci, di cui si celebra nel 2019 il cinquecentenario dalla morte (2 maggio 1519) con centinaia di manifestazioni ed eventi di respiro internazionale.

Il suo genio ha lasciato traccia indelebile anche nel nostro territorio, dato che fu chiamato nel 1500 dalla Repubblica di Venezia per occuparsi di creare strutture difensive al fine di scongiurare possibili invasioni. Giacché il nostro uomo era anche uno stratega militare, individuò il sistema più vantaggioso per difendersi da eventuali minacce turche via mare e dai nemici mantovani e milanesi via terra, studiando il modo di allagare i territori per frenare gli eserciti avversari. Ideò una diga mobile da installare nel punto dove il fiume Vipacco confluisce nell’Isonzo; progettò un sistema di chiuse per facilitare la navigazione del Brenta, superando il dislivello di 12 metri che c’è tra Venezia e Padova. Possiamo quindi affermare che le chiuse più antiche del mondo sono proprio queste.

Gli stessi principi elaborati da Leonardo vennero impiegati anche per la difesa della terraferma. Già gli Scaligeri avevano messo a punto il Serraglio, una muraglia difensiva lunga 13 chilometri da Valeggio fino alla località Gerla. Successivamente si prolungò fino a Nogara, passando per Vigasio ed Isola della Scala. Proprio in prossimità della torre di Nogara, i Veneziani costruirono una chiavica che all’occorrenza potesse allagare le terre di Gazzo e Roncanova con le acque del Tartaro.

idraulica leonadoLeonardo progettò anche macchinari per il prosciugamento delle terre paludose. Le opere di bonifica che nella Bassa pianura veronese erano iniziate nel corso del Quattrocento hanno avuto un notevole impulso nel secolo successivo, quando l’ampliamento dello spazio coltivato e l’attuazione di una sistemazione idraulica più organizzata costituirono una svolta importante nella storia agraria veronese. Il bosco situato tra Tartaro e Menago, a causa delle bonifiche, è andato progressivamente assottigliandosi, mentre altri situati su dossi o nell’area delle risorgive, pur ridimensionati, sono rimasti: il bosco della Carpanea a Campolongo (tra Villafontana e Bovolone) e il bosco della Boletta (tra Buttapietra e Raldon).

A Venezia, Leonardo da Vinci non si occupò solo di idraulica e di ingegneria militare, ma lasciò anche inestimabili disegni che sono tutt’ora conservati presso la Galleria dell’Accademia. Il disegno più famoso è l’Uomo Vitruviano riportato sulle nostre monete da 1 €uro.uomo vitruviano

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