Disturbo o rottura di polmoni?

ceson di Gazzo primaceson di Gazzo dopo«Perché sei venuto a disturbare?», disse l’adulto all’adolescente che teneva alto un cartello con su scritto “Ci avete rotto i polmoni”. «Perché sei venuto a disturbare?», ripeté, brandendo la motosega grondante di sangue. L’adolescente, a differenza dell’adulto, aveva letto Dostoevskij e quelle parole gli ricordarono quelle del Grande Inquisitore. Allora alzò d’istinto, e strinse ancora più forte, il suo cartello, senza dire una parola. Sull’argine i cadaveri degli otto pioppi erano stati prontamente rimossi. «Così hanno decapitato anche loro, avranno avuto cinquant’anni… », mormorò, lì a due passi, il Ceson di San Pietro in Valle. Lui di anni ne aveva più di mille e ne aveva visti di alberi tagliati. «Come sempre, a marzo», ripeté con voce profonda. «Appena spunta una primula, tagliano, segano, capitozzano le poche piante rimaste. Hanno falciato i filari di gelsi, divelto i morari, sradicato i platani. Quasi non c’è più un salice piangente lungo i fossi, e le rigonfie chiome degli olmi sono solo ricordo. La pianura è un deserto. Da Mantova al mare non c’è più un bosco. E loro, gli adulti? Respirano melma, ma tagliano gli alberi. Ma quel ragazzo…». C’era qualcosa di nuovo. Il Ceson guardava l’adolescente con il suo cartello, l’adolescente con sguardo fermo e severo guardava l’adulto, l’adulto, con gli occhi iniettati di rabbia, guardava il ragazzo: «Perché sei venuto a disturbare?», continuava a pensare. «A nessuno interessa e nessuno mi aveva visto, guardie a controllare non ce ne sono più e a quelle poche rimaste non importa certo di otto inutili pioppi, il sindaco è mio amico e comunque ho tutte le carte in regola: questa è proprietà privata e io faccio quello che voglio. E allora, tu, ragazzino, perché sei venuto a disturbare?». Dalla palude del Busatello venne, delicato, il profumo di un biancospino in fiore. L’adulto si sentì, di tutto colpo, un povero vecchio. Abbassò lo sguardo e guardò i ceppi degli otto gelsi che aveva ucciso. Il ragazzino stava lì, con il suo cartello. E il Ceson si intenerì di speranza.

post di Alessandro Anderloni su FB 17/3/2019

(Le immagini sono state scattate da Flavio Pèttene al Ceson di San Pietro in Valle prima e dopo il taglio degli otto pioppi il 17 marzo 2019)

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