Il potere d’acquisto del tesoretto della Pieve di San Giovanni

Al Museo di Castelvecchio di Verona sono custoditi i 129 denari “enriciani” veronesi che costituiscono il famoso tesoretto di San Zuane.TESORETTO006

Sono stati rinvenuti durante i lavori di recupero della Pieve avvenuti fra il 1999 ed il 2005. Erano all’interno del battistero in un contenitore di terracotta simile a una pentola rotta, interrata in un buco e posta sopra un mattone. Il contenitore era chiuso da un coperchio, mentre le monete erano avvolte in un tessuto di canapa.

Durante gli scavi si sono ritrovate una quarantina di altre monete in diversi strati del pavimento, segno che quel luogo era oggetto di offerte votive. Però 129 monete in un contenitore potrebbe anche rappresentare un atto volto a nascondere il denaro per paura di possibili furti, oppure una forma di culto con funzioni augurali, visto che era posizionato in prossimità di una tomba.

All’epoca, Bovolone era marca del Sacro Romano Impero dall’anno 951. La zecca di Verona era stata autorizzata provvisoriamente a coniare monete dagli imperatori Enrico IV (al trono dal 1084 al 1105) ed Enrico V (dal 1111 al 1125). Ecco perché i denari vengono denominati “enriciani”. Il conio è dato da un punzone molto rozzo che raffigura una croce racchiusa in un cerchio e le scritte a cerchio attorno ad essa: + HENRICVS sul dritto, e + VERONA sul rovescio. Proprio per la raffigurazione e l’iscrizione, “crociati veronesi” è un’altra denominazione che si dà a questi denari. Sono composte da una lega di rame e argento, con tracce di piombo e, in un unico caso, d’oro.denaro enriciano verona

Potrebbe essere interessante capire quanto valeva a quel tempo il tesoretto, anche se è molto difficile stabilire il potere d’acquisto, specie se, come nel nostro caso, si tratta di piccole somme di denaro. La maggior parte dei documenti dell’epoca siglate dai notai trattano di fondi agricoli o fabbricati del valore di decine o centinaia di lire. Il tesoretto in questione, con le sue 129 monete, corrisponde a poco più di mezza lira (1 lira = 240 denari), oppure a poco meno di 11 soldi (1 soldo = 12 denari). Con 5 o 6 denari si acquistava una gallina, quindi col tesoretto 25 galline, oppure con quei denari si potevano acquistare due botti di vino da 100 litri. Si trattava, pertanto, non di un’immensa fortuna, ma di una somma che avrebbe permesso a una delle tante famiglie povere dell’epoca di alleviare la fame per qualche tempo.

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