4 luglio 1938 – Iniziano i voli degli alianti a Bovolone

di Alessio Meuti

Preceduta da un articolo pubblicato il 3 gennaio 1938 sul carattere sportivo e formativo del volo a vela, l’Arena di Verona annuncia, il 6 giugno, la notizia del primo corso per aspiranti piloti di alianti in partenza nel mese di luglio sul campo di Bovolone. Della durata di 30 giorni, il corso era aperto ai giovani universitari fascisti che non avevano ancora prestato il servizio militare, ai giovani fascisti delle classi 1917-18 con licenza di scuola media superiore e a quelli delle classi 1919, 20 e 21 con frequenza dell’ultimo anno di scuola media inferiore.

busta aeroporto bovolone Prendeva così avvio presso la Scuola Volo senza Motore di Bovolone una storia destinata ad interrompersi cinque anni dopo a seguito dei fatti dell’8 settembre. I primi giovani, giunti al campo corredati in regolare divisa di pre-aviere a loro carico (bustina, pantalone grigio-azzurra, fascia mollettiere e/o stivaloni, tuta da meccanico) furono accolti nella casa colonica tuttora esistente sul lato sud-occidentale del campo di volo dal sergente maggiore pilota Giuseppe Toson, un esperto aliantista patavino proveniente dal campo di Belluno. Qualche centinaio furono i giovani che conseguirono il brevetto di volo a vela iniziale e tra loro Amedeo di Savoia Duca d’Aosta e il futuro tenore Michelangelo Verso. Insieme a Toson c’erano inoltre il verricellista Luigi Tesini, il motorista Rizzotti e Luigi Rezzati, tutti di Bovolone. Il Direttore della scuola, Toson, per la conduzione dei corsi e delle attività si avvaleva di tre aiuto-istruttori, uno dei quali era il Ser. Magg. Corsi. Toson si occupava del tirocinio pratico, mentre le lezioni teoriche erano impartite dal sig. Grella. toson e allievo

La flotta era composta di veleggiatori di vario tipo tra cui lo “Zoegling”, l’”Allievo Cantù e l’”Asiago” il “CAT 20”, almeno un biposto “Bonomi Roma”. Era probabilmente presente anche un velivolo rimorchiatore del tipo Caproni Ca.100 (Caproncino). La scuola di Bovolone dipendeva direttamente dalla sede centrale della RUNA (Reale Unione Nazionale Aviatoria, poi divenuta Aeroclub d’Italia) e quindi i corsi erano svolti a carattere convittuale. bimbi su aliante

L’Arena del 31 giugno 1942 riporta: “Nella giornata di oggi numerosi ufficiali in congedo visiteranno la scuola di volo librato già in piena attività e frequentata da trenta allievi delle provincie di Bergamo, Bolzano, Ascoli Piceno, Salerno, Cremona, Campobasso, Pavia, Reggio Emilia, Roma, Verona, Gorizia e Treviso. La visita degli ufficiali segue le precedenti fatte l’8 giugno dal Capo di Stato Maggiore del Comando Federale della GIL, il 10 giugno, e dal generale di divisione comandante il I Gruppo Scuole generale Biffi il quale si è vivamente interessato del funzionamento della scuola, della sua attrezzatura compiacendosi con il comandante maresciallo Toson.” allievi con velivolo bovolone

Presso la scuola era possibile conseguire i brevetti di volo a vela tipo “A” e “B”. Il corso di pilotaggio basico (tipo “A”), consisteva nel far eseguire agli allievi delle strisciate. In pratica brevi corse dei libratori con il pattino che scorreva sul terreno, poi, con l’incremento graduale della velocità e dopo che i neo piloti avevano preso confidenza con la risposta e l’uso dei comandi, decollavano per tratti rettilinei di circa 300 metri. L’esame consisteva in un lancio aeroelastico a 50 metri di quota, dove l’allievo doveva dimostrare di essere in grado di eseguire una virata a destra e una a sinistra entrambe di 90°. Il brevetto “B” era invece appannaggio degli allievi, già in possesso del brevetto di primo grado (A); a loro era richiesto di eseguire una virata di 180°, un otto e una spirale con atterraggio in un rettangolo prefissato di 50 x 100 m. Dovevano rimanere in volo almeno 1 minuto a circa 100 metri di altezza. I veleggiatori erano lanciati mediante un cavo di acciaio avvolto velocemente in un tamburo rotante (verricello) mosso da un motore a scoppio e con il classico traino dell’aliante con un aereo rimorchiatore. aeroporto bovolone 1935

da Notiziario n. 37 de “Il Circolo del 72” – giugno 2018

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