Povera lingua italiana!

Apostrofi, punteggiatura e congiuntivi sono un mistero per molti

di Mariapia De Carli (il Basso Adige mag. 2018)

DANTE al computer Strafalcioni da Oscar, abbreviazioni senza senso, supposizioni imbarazzanti e convinzioni infondate. Sette italiani su dieci litigano quotidianamente con la grammatica e commettono errori inquietanti nello scritto, ma anche nel parlato. Una problematica frutto (anche) dell’abuso di Internet, che ha reso molti incapaci di scrivere e di formulare, a volte, un semplice ragionamento sensato. “Qual è” è l’errore-orrore più comune. L’apostrofo in questo caso non va messo. In cima alla classifica degli sgambetti a sintassi e grammatica c’è proprio l’apostrofo, che è richiesto davanti alle parole femminili: un’amica (sì) e un amico (no). Anche l’uso del congiuntivo mette a dura prova gli italiani. Quanti strafalcioni si sentono o si leggono ogni giorno? “L’importante è che hai superato l’esame”: formula molto usata ma scorretta. Quella giusta prevede l’uso del congiuntivo: “L’importante è che tu abbia superato l’esame”. I pronomi sono un altro baratro: “Gli ho detto che è molto bella”. Sbagliato: in riferimento a una persona di sesso femminile bisogna usare il pronome “le”: “Le ho detto che è molto bella”. Poi c’è perfino chi scambia la “C” e la “Q”. Il campionario horror va da “evaquare” (naturalmente si scrive evacuare) a “profiquo” (che vuole la lettera “C”). Confondere “ne” con “nè” è un altro errore da penna rossa (nè accentato si usa solo come negazione), così come “si” (pronome) e “sì” (affermazione). Ce n’è, appunto per tutti i gusti: gli errori degli italiani variano dall’apostrofo (nel 45 per cento dei casi) al congiuntivo (34%) fino alla punteggiatura (31%).

Gli inquietanti risultati emergono da un’indagine condotta da Libreriamo su circa ottomila italiani di età compresa tra i 18 e i 65 anni. Indagine che ha coinvolto moltissimi esperti tra sociologi e letterati. Ma come se non bastasse, secondo uno studio realizzato dal Survey of adult skills, in Italia solo gli analfabeti funzionali, ovvero le persone capaci di leggere e scrivere ma con difficoltà a comprendere testi semplici, raggiungono una quota del 28%, uno dei tassi più alti in Europa. Un dato preoccupante, anche questo. L’idioma di Dante, ammirato e studiato in tutto il pianeta, è semisconosciuto agli italiani. Un problema che, molto spesso, viene sottovalutato. Non è possibile commettere certi errori e soprattutto non è accettabile che a farli siano soprattutto i giovani. Questo è figlio di un cattivo uso di Internet e dei social network, che oramai sono diventati la prima fonte di svago per i ragazzi, sottraendo tempo allo studio in generale e della nostra lingua in particolare. La Rete, se utilizzata nel modo corretto, può invece contribuire a invertire questa tendenza negativa.

La scuola, poi, ha un ruolo importante: fornire, a partire dalle elementari, le regole base per un corretto uso dell’italiano. Ma oltre alla teoria, appresa tra i banchi, occorre fare tanta pratica attraverso metodi giocosi, interattivi e stimolanti che rendono l’alunno consapevole e più abituato a un uso corretto della lingua.

Anche la famiglia riveste un ruolo decisivo in tal senso. Nel percorso educativo dei propri figli, il corretto uso della lingua italiana deve essere una priorità.

dante_alighieri
Infine è necessario ridurre l’uso eccessivo del computer, dei tablet o del cellulare, accompagnato dall’utilizzo sempre più frequente di social e chat private. Tali mezzi favoriscono la creazione di un “meta-linguaggio” che si distanzia molto dal linguaggio comune. I nuovi mezzi di comunicazione ci permettono di raggiungere persone distanti in poco tempo, ma questa velocità spesso non ci permette di riflettere bene su ciò che vogliamo comunicare. Ecco perché scrivere a mano, recuperare la forza che sta dietro la scrittura di una lettera, per esempio, può essere un modo per riflettere meglio su ciò che vogliamo dire. Scrivere a mano, leggere con regolarità, evitare neologismi anche nel parlato sono esercizi utili per migliorare ed evitare errori.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...