Anni Sessanta: una giornata al mare. E al giorno d’oggi?

bambini mare anni 60

Negli anni Sessanta erano pochissime le famiglie della Bassa che potevano permettersi una vacanza; vuoi per il lavoro nei campi, vuoi per le ristrettezze economiche, solo un’elite poteva permettersi il lusso di un periodo di villeggiatura. Per gli altri, con il progresso che avanzava a lunghi balzi e che aveva consentito a numerose famiglie l’acquisto della prima automobile, si trattava per lo più di concedersi una domenica al mare o in montagna. Le mete più gettonate erano quelle facilmente raggiungibili: Sottomarina e il Lido degli Estensi (ancora da attrezzare) per il mare, Boscochiesanuova e S. Zeno di Montagna per i monti.

Si occupava ogni più piccolo spazio dell’utilitaria (solitamente una Fiat 500 o una 600 multipla), i bambini venivano tenuti sulle ginocchia in modo da permettere il viaggio a più adulti. Sulla cappotta dell’auto venivano caricate valigie, seggiolini e ombrelloni, il tutto legato da corde. Sembrava un autentico trasloco! Le vivande, invece, erano gelosamente custodite all’interno dell’abitacolo.

600carica

Se si era optato per il mare, una volta giunti a destinazione, si posizionavano gli ombrelloni sulla spiaggia, si stendevano gli asciugamani e ci si sdraiava, ma dopo un’oretta si aveva già fatto amicizia con i vicini di ombrellone con i quali era già in corso un torneo di briscola, mentre i bambini, sotto lo sguardo vigile delle mamme, giocavano sulla sabbia.

Sottomarina-anni 60

Sottomarina in una vecchia cartolina degli anni Sessanta

Si arrivava in spiaggia di primo mattino per occupare i posti migliori. I costumi delle donne erano interi, bisognerà aspettare la fine del decennio per vedere i primi “due pezzi” (con mutanda alta, ovviamente). Le attenzioni dei genitori erano quelle che i bambini non facessero il bagno troppo presto e che le ragazze non venissero avvicinate dai giovanotti. Nell’arco dell’intera giornata ci si concedeva il lusso di comperare un gelato o un ghiacciolo. A mezzogiorno in punto scattava il rito del pranzo con il cibo preparato da casa e consumato fresco. Quando alla sera, sfiniti, si prendeva la via del ritorno, la gioia e la soddisfazione per la giornata trascorsa era pervasiva, un vero viatico per affrontare la nuova settimana.

Provate a pensare oggi ad un viaggio del genere, stipati in una piccola auto senza aria condizionata; allo stress per la prova costume, ogni anno sempre più piccolo; all’imbarazzo se non c’è stato il tempo di passare dall’estetista; ai bambini che per motivi di sicurezza viaggiano negli appositi seggiolini, ai quali diamo in mano un tablet o uno smartphone perché possano giocare e non diano fastidio. Com’era bello, invece, osservare il paesaggio dal finestrino o gareggiare tutta la famiglia per individuare il maggior numero possibile di auto gialle, o partecipare agli altri nell’abitacolo l’entusiasmo suscitato dalla giornata appena trascorsa assieme! Allora bastava davvero poco per essere autenticamente felici. Ed oggi?

bambini-auto-tablet

Non possiamo certo salire sulla macchina del tempo che ci riporti indietro, ma forse dovremmo sforzarci di riscoprire questi modi semplici di stare assieme ai nostri figli, sacrificare magari qualche confort ed essere genuinamente più predisposti all’ascolto e al dialogo. Buona estate a tutti voi!

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