Corte Zera di Buttapietra riprende vita

La struttura del XV secolo è stata restaurata e riportata agli antichi splendori

 

casa padronale zera

La casa padronale

L’edificio dominicale “Corte Zera” è un’antica Corte rurale che sorge a oltre due chilometri dal centro paese, in una zona di estrema importanza per il territorio di Buttapietra. Abitata sia in epoca romana che in epoche antecedenti, proprio in questi luoghi nell’anno 101 a.C. è stata combattuta la battaglia tra i Cimbri ed i Romani, che vide la netta vittoria delle armate romane. Il complesso attuale ha sostituito una precedente residenza costruita tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600.

 

Si hanno notizie certe che nel 1500 tutta la campagna della Zera risultava essere di proprietà del Conte nobile Antonio Campagna la cui famiglia ne continuò la proprietà per circa 300 anni con i fratelli discendenti Conti Alessandro e Federico Campagna.

corte zera

La corte

Corte Zera, così come oggi la vediamo, si può far risalire alla fine del 1600, anche se nei secoli successivi fu sottoposta a continui interventi di completamento e di modifica dell’ingente complesso del tutto autonomo. Esso presenta un corpo principale che mette in risalto la dimora patrizia e l’ampia barchessa recentemente abbattuta dagli eventi atmosferici, non dimenticando che qui si trovava la pila dove veniva lavorato il riso. Bello il portale d’accesso alla Corte, con l’Oratorio sul lato est (in precedenza al suo posto si ergeva una torre colombara).

cappella privata corte zera

Interno della cappella privata con dipinto del Prunati

Questa chiesetta consacrata, dedicata a San Giovanni Battista Decollato, fu edificata successivamente tra il 1722 ed il 1723 dai Conti Campagna. La parte superiore della facciata è abbellita da tre pinnacoli, dei quali il centrale è sormontato da una croce in ferro e sul tetto un piccolo campanile a vela. Al suo interno l’Oratorio custodisce un dipinto di Michelangelo Prunati che raffigura San Giovanni Battista e viene aperto ogni terzo mercoledì del mese per il rosario e saltuariamente per la S. Messa che qui ebbe modo di celebrare dal 30/9/1970 al 26/9/1973 anche l’allora vicario cooperatore Don Mario Zenari, oggi Cardinale e Nunzio Apostolico in Siria. Da qualche anno in occasione della natività di San Giovanni Battista a cui l’Oratorio è dedicato, su iniziativa del Gruppo Chiesette in collaborazione con la Pro loco, viene celebrata la messa, cui segue un semplice ma suggestivo convivio che raduna tutta la comunità.

 

Corte ed azienda Zera a quell’epoca offrivano lavoro a diverse persone rappresentando così una realtà molto importante per il paese. Nel tempo è stata smembrata, fino a quando nel 1891 (insieme ad altri possedimenti della famiglia Pellegrini) venne acquistata da Giovanni Bampa

famiglia bampa

La famiglia Bampa in una foto d’epoca

il quale, lungimirante nella conduzione e resa dei campi coltivati, già nei primi decenni del 1900 raccoglieva il grano con le trebbiatrici a vapore di sua proprietà ed il figlio Arturo nel 1937-1940 produceva energia per illuminare la casa di abitazione, avendo a disposizione la ruota della pila. Oggi è condotta da Francesca Marinelli, discendente appunto dal nonno trisavolo Giovanni Bampa. Francesca, laureata in Scienze Agrarie, insieme al marito ed al cognato, dopo un ventennio di abbandono della Corte, decide di darle nuovamente vita, iniziando un gran lavoro di restauro all’inizio per alcuni edifici, per arrivare anche al rifacimento del giardino. Negli ultimi mesi al suo interno sono stati organizzati alcuni eventi musicali, grazie alla collaborazione dell’attuale Amministrazione Comunale, che proseguiranno in futuro, in quanto la nuova proprietà punta a riaprire anche la casa padronale per manifestazioni culturali e non.

 

 

il giardino della zera

Il giardino

Negli appezzamenti di Corte Zera si trovano antiche risorgive usate per l’irrigazione. La ricchezza d’acqua di questo territorio portò alla nascita di un antico mulino dei signori Campagna sul fiume Piganzo (che nasce proprio nei campi della Zera), che alimentava l’attività molitoria. Buttapietra era servita nei secoli passati da quattro mulini: due sul Piganzo, rispettivamente alla Zera ed a Settimo, e due sul Menago, quello del Molino Rosso e quello detto della Camera. Erano infrastrutture indispensabili per la macina dei cereali in età medievale (contrada Zera o Zara esisteva già nel 1244) ed a quell’epoca si può far risalire la denominazione “Zera” in quanto un affittuario dei signori del tempo, di nome Gosmario, era detto “Zerra”; di qui il nome della località. Oggi Corte Zera sta tornando agli antichi splendori e riprende finalmente vita, grazie all’impegno, alla passione ed al gusto di Francesca Marinelli che la sta trasformando in un autentico fiore all’occhiello per il paese.

 

Giorgio Bighellini (da “La Voce del Basso Veronese” – apr. 2018

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