1° maggio 1947 : la Strage di Portella della Ginestra

Quel 1° maggio 1947 era una bella giornata in Sicilia. La festa del lavoro fu un’occasione per festeggiare la vittoria del “Blocco del Popolo” ( un’alleanza tra i socialisti di Nenni e i comunisti di Togliatti) nelle recenti elezioni per l’Assemblea Regionale Siciliana ed anche per manifestare contro il latifondismo, a favore dell’occupazione delle terre incolte.

Nella “Piana degli Albanesi”, vicino a San Giuseppe Iato presso Palermo, in località Portella della Ginestra alcuni banditi spararono sulle circa 2mila persone tra lavoratori e contadini che si erano riuniti per manifestare. Il tragico bilancio fu di 11 morti e circa 30 feriti.

In quella circostanze si compì la prima strage della storia della Repubblica, e anche la prima di quelle restate avvolte dai segreti, intrecci politica-mafia, depistaggi e collusione con i servizi. La strage, come si seppe in seguito, fu attribuita alla banda di Salvatore Giuliano, leggendario fuorilegge di Montelepre, un piccolo paese sulla strada Palermo – Trapani e protagonista del dopoguerra criminale in Sicilia.

31698902_1639603242753704_3010828733704568832_n

Secondo Giuseppe Casarrubea, presidente dell’Associazione Vittime della Strage di Portella della Ginestra, deceduto nel 2015, alla sparatoria sarebbe stato presente anche un altro gruppo di fuoco, appostato in una posizione diversa da quella della banda Giuliano. Ciò sarebbe dimostrato dalla traiettoria di alcuni proiettili che colpirono le vittime, provenienti non dall’alto del monte ma da una posizione situata al loro stesso livello.

Non si è mai appurato, invece, il movente di quell’eccidio, chi lo abbia ordinato e chi abbia coperto le indagini successive. Probabilmente anche perché non si ritenne mai di approfondire le gravissima denunce di Gaspare Pisciotta, luogotenente di Giuliano, che aveva fatto nomi e cognomi dei possibili mandanti politici a livello regionale e nazionale.

Salvatore Giuliano il 5 luglio 1950 sarà trovato morto a Castelvetrano. L’omicidio in un primo momento verrà attribuito proprio a Gaspare Pisciotta, poi ad un altro bandito, Nunzio Badalamenti. Gli atti processuali indicheranno, invece, il capitano dei carabinieri Antonio Perenze quale autore dell’uccisione dopo uno scontro a fuoco.

salvatore_giuliano_06

Si dirà anche che quel corpo addirittura non appartenesse a Salvatore Giuliano. Insomma un’altra vicenda rimasta avvolta nel mistero. A completare il quadro dell’intreccio Gaspare Pisciotta morirà avvelenato in carcere il 9 febbraio 1954 dopo aver annunciato in aula l’intenzione di consegnare un memoriale.

Dopo tanti anni di appelli per la desecretazione degli atti relativi alla strage, una speranza si è accesa quando l’allora Presidente del Senato Pietro Grasso, durante un convegno in Sicilia, annunciò una direttiva della Presidenza del Consiglio finalizzata a togliere il segreto di Stato sui fatti di sangue di quel 1° maggio 1947.

 

Fonte: amantidellastoria.com

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...