Ritratto dei Parroci promotori della costruzione del Duomo di Bovolone

La parrocchia di Bovolone, per la sua antichità di chiesa madre del decanato, ha il titolo di arcipretura, pertanto i suoi parroci assumono il titolo di Arciprete. Per la costruzione della Chiesa Nuova si spesero in modo particolare tre nostri Arcipreti, dei quali tracciamo di seguito un breve profilo.

Don Filippo Accordi (1781-1857), il parroco che iniziò i lavori di costruzione del Duomo di Bovolone, ottenne la nomina di Arciprete di Bovolone nel 1833 e fece il suo ingresso in parrocchia il 9 marzo 1834. Bovolonese di nascita, proveniva dalla parrocchia di Minerbe, dove pure gettò le fondamenta della nuova chiesa del paese. I tempi erano piuttosto tristi, ma l’Arciprete seppe destreggiarsi tra le diverse fazioni politiche del Regno Lombardo-Veneto controllato dagli Austriaci e riunì attorno a sé tutta la popolazione nell’impresa di costruire una nuova chiesa parrocchiale. Il 19 settembre 1844 con una solenne cerimonia pose la prima pietra e alla sua morte, avvenuta il 9 aprile 1857, i muri perimetrali erano alti già due metri. Le sue spoglie mortali sono state tumulate a fianco dell’altare del Santuario della Madonna della Cintura.

colonne pronao duomoDon Timoteo Lugoboni (1874-1944) fu un’altra figura di spicco che diede un forte impulso per la costruzione della nuova chiesa. Nato a Quinzano, ordinato sacerdote nel 1899, proveniente dalla parrocchia di S. Giorgio in Salici, arrivò con nomina di Arciprete di Bovolone il 23 novembre 1907. Diede vita ad importanti opere sociali, quali la “Cooperativa agricola”, l’Unione comunale del lavoro (detta anche “Lega bianca”, in contrapposizione alla “Lega rossa” ispirata al socialismo), la Scuola di Disegno applicata alle arti e ai mestieri, la Scuola femminile di Lavoro, la biblioteca e il teatro parrocchiale. Proprio per combattere la disoccupazione, nel 1913 volle riprendere i lavori per la costruzione della nuova chiesa. Fu a Bovolone fino al 1927, anche se nell’ultimo triennio venne nominato contemporaneamente direttore del Seminario vescovile di Verona. Morì tragicamente l’8 febbraio 1944 sotto un bombardamento che colpì il Seminario.

duomo in costruzioneDon Bartolomeo Pezzo (1886-1964), il “prete montanaro”, nacque a Valdiporro e fu ordinato sacerdote nel 1911. Arrivò a Bovolone nel 1927, proveniente dalla parrocchia di Badia Calavena, col difficile compito di succedere a Mons. Lugoboni. La sua opera a favore dei parrocchiani fu infaticabile, sia dal punto di vista spirituale che sociale. Volle a tutti i costi portare a termine la costruzione del Duomo di Bovolone per ospitarvi tutte le funzioni sacre già nel 1935, fino alla solenne consacrazione del 6 ottobre 1945. Nel 1935 don Pezzo fu nominato Cameriere Segreto di Sua Santità, un titolo onorifico che la Santa Sede conferiva ai sacerdoti diocesani ritenuti particolarmente meritevoli. Fu lui a consacrare la parrocchia alla Madonna di Fatima. Prete roccioso come le sue montagne, eccellente predicatore e ottimo oratore, “non temeva di osservare in predica come qualche sua parrocchiana, partita per la città in ciabatte, tornava a casa con le scarpe di vacchetta!” (D. Cervato, Tunica Christi. Preti veronesi del Novecento, Curia Diocesana di Verona, 2018) La morte lo colse a Bovolone il 10 ottobre 1964, quando già da due anni aveva rassegnato le dimissioni e gli era subentrato don Sisto Valle. È sepolto nella cappella dei preti al cimitero di Bovolone.

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