Ricordo del Maestro Intagliatore, Raffaello Pradella

Sono molte le personalità bovolonesi che si sono distinte per la loro maestria nella lavorazione artigiana del mobile classico, certamente uno dei più rappresentativi ed importanti esponenti nel territorio della Pianura Veronese è stato Raffaello Pradella.

Nato a Salizzole il 20 maggio 1928, fin da giovanissimo ha costruito il suo percorso e la sua formazione professionale con valente capacità e maestria, diventando “Maestro di Bottega”.

Cultore fin da giovane degli ambienti culturali, museali ed artistici, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Verona, “G.B. Cignaroli”, negli anni 1948/1949/1950, dove ebbe modo di conoscere, frequentare e stringere amicizia con quei grandi personaggi, che all’epoca, come lui, erano agli albori della loro attività artistica, ma che già dimostravano grande talento, quali D.Zangrandi, pittore insigne, A.Tavella e tanti altri ancora dell’Accademia di Belle Arti.

Il suo interesse si è sempre orientato verso la ricerca dei manufatti e capolavori degli antichi maestri del legno veneziani, di cui aveva un’ammirazione particolare, tant’è che spesso insieme ad amici e colleghi, come lui scultori intagliatori, si recavano presso il museo Ca’ Rezzonico di Venezia, che raccoglie le meravigliose opere del “Brustolon” e di altri maestri del legno, nonché di altre epoche, da cui traevano, con disegni riportati al naturale su carta da scena, la loro lezione impareggiabile, per poi farne tesoro e memoria, riproponendo alla maniera dello Stile Barocco, ornati e mobili da riprodurre nella propria bottega artigiana.

Per le sue qualità artistiche e per la raffinatezza e precisione dei suoi manufatti, Raffaello Pradella partecipa di diritto alla storia dei “Maestri Artigiani di Bottega”,  accompagnando sempre il proprio lavoro ad una ricerca continua ed incondizionata rivolta al “fare storico”, prendendo ad esempio gli antichi maestri di bottega Veneziani, riproponendo anche lo stesso tipo di disciplina e regole “del fare”, che erano in uso all’epoca d’oro della Serenissima, imitandone modalità e comportamenti. Ha contribuito in modo determinante con i suoi insegnamenti, alla formazione di molti allievi che poi a loro volta sono divenuti “Maestri di Bottega”.

I valori che hanno accompagnato la vita di Raffaello sono stati la dedizione incondizionata al lavoro, visto come un mezzo per un sempre continuo miglioramento e perfezionamento dell’essere umano; il disegno, quale strumento essenziale per poter poi realizzare opere d’ingegno ed elementi ornamentali, che solo pochi maestri hanno avuto ed hanno la capacità di eseguire.

Nella prima parte della sua vita professionale, la Scuola di Disegno applicata alle Arti e Mestieri, è stata la strada principe per guidarne poi gli orientamenti futuri. È stato premiato più volte con importanti riconoscimenti in diversi anni accademici (come testimoniano i diplomi del 1941-42-43 e del 1948-49-50), dove le istituzioni gli hanno riconosciuto capacità e impegno profusi nell’opera. Nel 1953 apre la sua bottega di artigiano intagliatore a Bovolone in via Ormaneto 12, dove in quel periodo storico si costruivano mobili in stile Barocco, percorrendo tutte le fasi lavorative che allora, come oggi, si devono realizzare per poter ottenere i manufatti eseguiti “ad Arte”. Raffaello, dunque, è stato un punto importante di riferimento per il territorio tutto, e per intere generazioni di giovani che poi, a loro volta, hanno intrapreso questo meraviglioso mestiere della scolpitura ed intaglio del legno.

 

PRADELLA A UNO MATTINA

Raffaello Pradella offre una dimostrazione pratica di intaglio del legno negli studi RAI di Saxa Rubra a Roma, accompagnato dalla Banda Cittadina (16 aprile 1996).

Nel 1996 viene invitato dalla RAI, a Saxa Rubra, nella trasmissione “Uno Mattina”, per dare una dimostrazione pratica e diretta di come si lavora il legno alla maniera del “maestro intagliatore”. Ha sviluppato, attraverso collaborazioni con gli ordini religiosi, la realizzazione di “opere sacre”, quali ad esempio quelle situate nel Santuario della “Madonna del Frassino” a Peschiera del Garda, oppure nella chiesa dei Padri Monfortani di Negrar ed in altri luoghi religiosi e di preghiera. Ha realizzato crocifissi, amboni, leggii, statue della Madonna, tutte visibili in questi luoghi sacri. Nella sua “bottega”, si sono formati negli anni molti allievi “maestri intagliatori”, tutti accompagnati da una forte motivazione artistica rivolta al lavoro “dell’ornamentalità del mobile” ed alla sua costruzione. Si è sempre prestato, inoltre, ad accompagnare ed alleviare le sofferenze di chi era stato più sfortunato nella vita.

 

Ha concluso la sua vita terrena il 14 settembre 2012 nella sua residenza di Bovolone. Ha lasciato in molti bovolonesi un ricordo intenso, proprio di chi ha condotto una vita piena e di grandi soddisfazioni, in partecipazione con tutti quanti gli sono stati vicini.

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