La lunga storia della costruzione del Duomo di Bovolone

duomo bovolone2 1927Novant’anni fa, nel 1928, il Duomo di Bovolone appariva esternamente pressoché terminato. Da poco si erano conclusi i lavori alla parte superiore della facciata ed erano state collocate in alto sui loro piedistalli le statue del SS. Redentore, di S. Pietro, di S. Giovanni e ai lati quelle di S. Fermo e S. Rustico. Si era pure portata a termine la copertura delle tre navate. Insomma, il lavoro più grosso era stato fatto, anche se rimanevano da eseguire parecchie altre opere, specialmente all’interno.

 

don filippo accordi

don Filippo Accordi

Il sogno dell’Arciprete don Filippo Accordi, nato a Bovolone nel 1781 e parroco del paese dal 1833 al 1857, sembrava finalmente essersi realizzato. Fu proprio lui, infatti, ad incaricare l’ingegner Luigi Clerichetti di Milano di elaborare un progetto per la costruzione di una nuova chiesa nel 1835 e ad iniziare i lavori nel 1844. Lavori che, purtroppo, si sono più volte interrotti per cause economiche, socio-politiche e storiche. Ci fu un momento in cui si pensò addirittura di abbandonare definitivamente l’opera. Senonché nel 1911 il nuovo parroco, don Timoteo Lugoboni, ebbe il coraggio di affidare all’architetto Domenico Rupolo il compito di rivedere radicalmente il primo progetto, senza distruggere il lavoro sino allora compiuto.

 

Fu proprio il Rupolo a concepire il Duomo di Bovolone come noi oggi lo vediamo: tre navate a forma basilicale, stile Rinascimento, con elegantissime colonne, ampio presbiterio, tre absidi semicircolari. Il tutto illuminato da tre rosoni e da bellissime e numerose monofore.

 

don timoteo lugoboni

Mons. Timoteo Lugoboni

Nel 1913, don Lugoboni convocò tutti i capifamiglia del paese e ripartì con i lavori tra l’entusiasmo dei parrocchiani. Se il parroco fu la mente della prosecuzione del progetto, sicuramente il curato, don Quintiliano Bortoli, fu il braccio. Egli radunava i giovanotti del paese e li faceva lavorare con lui, davvero instancabile, sulle impalcature.

 

Poi venne la Grande Guerra e i lavori non si poterono riprendere prima del 1923. Vi fu un momento di sconcerto quando nel 1924 don Lugoboni venne chiamato a reggere il Seminario di Verona, acuito nel 1927 quando egli rinunciò definitivamente alla Parrocchia. Il 23 ottobre fece ingresso il nuovo Arciprete di Bovolone, don Bartolomeo Pezzo, e il giorno seguente Mons. Lugoboni ebbe la soddisfazione di celebrare la prima S. Messa nella nuova chiesa, il Duomo, su concessione del Vescovo.

 

mons. pezzo

Mons. Bartolomeo Pezzo

Don Pezzo si prodigò non da meno per portare a termine i lavori. Quanti “ovi par la cesa” hanno donato i Bovolonesi! Finalmente il 5 ottobre 1935 il Vescovo Girolamo Cardinale poté benedire la nuova Chiesa e impartire la S. Cresima ai bambini. Nell’occasione, l’Osservatore Romano, il giornale del Vaticano, uscì con un’edizione speciale dedicata all’Inaugurazione del Duomo.

 

Bisognerà aspettare la fine della Seconda Guerra Mondiale per ottenere la definitiva consacrazione del Tempio, il 6 ottobre 1945, più di 101 anni dalla posa della prima pietra. Ecco allora spiegato il modo di dire locale: “L’è un mestier longo, come quel de la cesa de Bogolon”!

I generosi sacrifici di tanti anni e le speranze indomite di oltre un secolo sono però ancora oggi una felice realtà.

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