Villa Giuliari sta crollando

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Villa Giuliari a Settimo di Gallese

Edificata nel 1739 fu anche adibita a lazzaretto. Villa Giuliari, una delle famose ville venete, si trova ad un chilometro fuori dall’abitato di Buttapietra, in località Settimo di Gallese, nome composto che indicava il settimo miglio da Verona lungo la strada romana e l’appellativo geografico Gallese dal nome di una famiglia con possedimenti nell’area.

Già nel 1500 la famiglia Giuliari vantava diverse proprietà a Settimo e nel 1682 alla “casa dominicale” viene aggiunto un mulino alimentato dal Piganzo. Nell’autunno del 1739 iniziano i lavori di costruzione della villa che proseguono fino al 1747 con l’arrivo dei proprietari per alloggiare in locali non completati. Dal 1754 intervengono due pittori artisti per affrescare in un biennio pareti e soffitti. Le pitture interne più che valore artistico hanno un valore storico perché nei vari riquadri sono dipinti gli stemmi delle casate nobili veronesi. Tracce di decorazioni e cornici di stucco accoglievano numerose tele segno di sfarzo e della bellezza degli interni arredati ed affrescati del 1700. Nel 1791 e verso la fine del 1800 vi furono delle aggiunte e migliorie che le diedero l’aspetto neoclassico attuale. Ai lati della villa le ali si prolungano in porticati, barchesse e scuderie ora adibite ad usi agricoli e si concludono con due architetture ecclesiastiche. Nell’estate del 1855 anche a Buttapietra scoppia il colera ed il novello sacerdote Daniele Comboni, oggi santo, viene inviato in parrocchia come aiutante del parroco don Giacomo Franchi già avanti negli anni. Nella corte di Villa Settimo viene allestito il lazzaretto per accogliere i malati colpiti dall’epidemia. E poiché il medico più vicino abitava a Cadidavid, don Daniele, che aveva studiato anche un po’ di medicina, seppe supplire al medico nei casi più urgenti, servizio per il quale il Comboni alla fine ricevette una pubblica benemerenza.

La chiesetta-cappella posta sul lato destro dedicata a S. Elena è tutt’ora aperta mensilmente per la celebrazione della messa. Il parco prospettante la villa, che a quel tempo esaltava la cornice del maestoso complesso, non esiste più, l’edificio è malandato, è crollato il tetto in alcuni tratti delle scuderie. Villa Giuliari, che rappresenta un importante esempio di gioiello architettonico presente nel nostro territorio, una delle perle venete che ha goduto dei fasti del 1700, giace oggi in un avvilente abbandono. L’attuale proprietario, Pio Colombo, fa quello che può e da anni è impegnato a tamponare vari cedimenti strutturali. Servirebbero ingenti mezzi finanziari soprattutto privati (considerato che non esistono quasi più aiuti pubblici) per salvare questo patrimonio storico, magari variandone anche l’uso.

                                        Giorgio Bighellini da “La Voce del Basso Veronese” – giugno 2017

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