La fame della popolazione civile in tempo di guerra

… Quanto più la guerra risale l’Italia, tanto più tragiche si fanno le condizioni di vita perché le operazioni degli alleati colpiscono anche i civili e rastrellamenti e rappresaglie di tedeschi e repubblichini sono all’ordine del giorno. …

La fame è l’altro tormento quotidiano e assillante: così grande e diffusa che spinge anche le persone più consapevoli a gesti di estremo rischio e ardimento. Sanguinetto, aprile 1945. “Gli alleati avevano bombardato un convoglio merci fermo nella stazione, evidentemente destinato al Cantiér. Per mascherarlo e proteggerlo da assalti ed imboscate i tedeschi, come d’abitudine, avevano alternato carri militari carichi di bombe con carri di derrate alimentari (frumento). Come si sparse la voce, -mi ha raccontato Elio Voi – c’era la fila di gente che rischiava la vita per lo scoppio di bombe inesplose o per altre incursioni aeree, pur di andarsi a conquistare un po’ di grano, un po’ di quel ben di Dio ammassato sui carri sventrati e ancora fumanti”.

tabacchificio sanguinettoIl 24 aprile 45, dopo che i Tedeschi hanno abbandonato il deposito che avevano costituito nei capannoni del Tabacchificio, la gente, sempre spinta dalla fame, accorre per prendere quello che si può portar via. Anche Tiberio e Antonio Milanese, ancora ragazzini, si avviano col la carriola, ma l’assembramento non sfugge ai ricognitori aerei che lo segnalano e l’artiglieria alleata, di là dal Po, spara. Allo scoppio della prima bomba i due, non ancora arrivati alla meta, si gettano nel fosso e poi in una corsa affannosa e tutta d’un fiato tornano a casa nel giro di qualche minuto, a mani vuote ma salvi. È in quella occasione che schegge di granata colpirono a morte Assunta Piva e Mario Vicentini: la prima sulla statale, mentre stava tornando a Palù de Re, il secondo nel cortile della sua abitazione, in via Vittorio Emanuele II.

a cura di Giuseppe Vaccari – da “El Peagno”, Notiziario della Pro Loco “Le Contrà” di Sanguinetto – mar.-apr. 2017

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