Il pranzo di nozze

Nella società contadina il giorno tradizionale della celebrazione delle nozze era il sabato mattina, per consentire agli sposi di “riposarsi” nel seguente dì di festa.

balota all'ariston2Siori o pitochi che fossero gli sposi, il pranzo nuziale era per tutti un evento memorabile anche a distanza di anni, pertanto doveva essere preparato con la massima cura. Quando ancora non si riunivano parenti ed amici al ristorante, ci si ingegnava presso l’abitazione dello sposo con preparativi che richiedevano più giorni, andando in prestito di qua e di là di stoviglie, tavoli, sedie, tovaglie… . Per le carni si utilizzava quello di cui potevano disporre le famiglie degli sposi: di solito pollame allevato per l’occasione, ma il piatto forte doveva essere “el risoto dei sposi”, servito in abbondanza e replicato a volontà. Non bisognava certo sbagliare questo piatto perché la festa sarebbe risultata rovinata e le abbondanti libagioni non sarebbero bastate a cancellare la magra figura del piatto principe. Per questo bisognava affidarsi ad un cuoco esperto, che sapesse cuocere a dovere grandi quantità di riso in enormi pentoloni, nelle situazioni più disparate, anche sul seleze di una casa di campagna.

Per lunghi anni questo è stato il lavoro di Walter Bissoli, detto Balota, quello di “esperto risotaro”. Ecco come lo ricorda la figlia Patrizia:

Siamo all’inizio del secolo scorso. Immaginate di essere in un’aia soleggiata di un casolare, in mezzo alla campagna… gente vestita a festa, che ride, canta e balla, festeggiando gli sposi o un bambino appena nato. Tutto è pronto e perfetto!

Ad ogni cosa ha pensato nonna Speranza, aiutata dai suoi figliuoli: Walter, Bruna e Luigi. Tutti insieme riuscivano a realizzare pranzetti gustosi, utilizzando le carni allora disponibili: maiale e pollame!

Dalle corti rurali, poi, il papà Walter “BALOTA“ si spostò nelle varie sale da ballo della zona.

Qui a Bovolone affittava la balera “ARISTON“. Gli sposi e gli invitati prima gustavano le pietanze e poi tutti a ballare il ballo liscio, il valzer e la mazurca.

Nel lontano 1969 il papà WALTER ci disse: “Compriamo il Vecchio Sole!”, allora adibito a balera. Io e le mie sorelle cominciammo un’avventura: il lavoro dei nostri genitori, WALTER ed ALICE, gli studi ed il lavoro nei nostri weekend da cameriere oppure aiutanti in cucina.

In quarant’anni di attività quante bellissime spose abbiamo visto! Quante feste al Vecchio Sole! E la musica nelle lunghe serate a ballare in compagnia! Nella bellissima sala di via Montegrappa, tanti bovolonesi hanno festeggiato sposi, battesimi, comunioni e cene di lavoro. Tanti bellissimi ricordi!

E purtroppo, in un attimo, tutto è andato in fumo!”

L’esperienza e la maestria nell’arte culinaria di Walter, maturata nel corso dei decenni, è stata passata alle figlie e ai generi, che ancora oggi propongono nel locale di Asparetto una varietà di piatti, tra cui quelli della cucina tipica veronese ereditati dal padre. Manco a dirlo, il piatto forte rimane il classico “risotto de Balota”!

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