La graspìa

botteAlla Fiera di San Biagio, la Confraternita del Tabar di Concamarise ha proposto l’assaggio della graspìa, una bevanda apparsa sulle tavole contadine pitoche fino alla fine degli anni Sessanta. Ricordiamo il procedimento per ottenerla.

In una botte scoperta vanno messe le vinacce fino a raggiungere i due terzi. Le vinacce vanno pressate ponendovi sopra delle tavolette in legno che fungono da pesi. A questo punto si versa acqua, assicurandosi che le vinacce siano completamente a mollo. Dopo qualche giorno si spilla dal foro inferiore della botte la graspìa, una bevanda quasi analcolica che ha preso i colori del vino, fresco e asprigno.

Dopo la vendemmia, la graspìa era la prima ad essere bevuta, perché tendeva a diventare acida facilmente. In genere durava sì e no un paio di mesi.

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