Il malocchio del Menago

malocchio segnatore bargaNel recente passato, secondo la credenza popolare, per attirarsi addosso il malocchio ci voleva poco. La iettatura colpiva indistintamente uomini e donne, vecchi e bambini. Era sufficiente un oggetto smarrito, la dimenticanza di un segno di croce o di una formula protettrice per esporsi ai malefici delle streghe. Così le donne usavano bruciare sul camino i capelli rimasti attaccati al pettine, mentre il pane fatto in casa prima di essere infornato veniva inciso con un segno di croce e una boccetta d’acqua santa stava sempre sul comodino a conforto e protezione della persona.

Gli anziani raccontano che a Bovolone una donna usava lavare i panni nel Menago. Una volta, nella fretta, scordò un fazzoletto; tornata a riprenderlo non lo ritrovò. La sera stessa fu assalita da un raffreddore violentissimo accompagnato da una febbre talmente forte che la ridussero a letto. Per quante cure e precauzioni osservasse il malanno non dava segno di resa, così dopo una settimana di pene ricorse al prete del paese che le consigliò di bollire una pezzuola con del muco dentro una pentola di rame. Dopo qualche tempo una vecchia si presentò a casa consegnandole il fazzoletto smarrito e da quel giorno la donna non soffrì più di raffreddore.

tratto da Giuseppe Rama, Leggende di streghe veronesi, Edizioni La Libreria di Demetra

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