Umberto Bissoli: pioniere dell’industria meccanica a Bovolone

Un uomo perentorio, di poche parole, distaccato, sagace. Però sotto quell’aspetto di facciata si nascondeva una persona leale, onesta, precisa e pignola, da sfiorare quasi l’eccesso.

Aiutò economicamente più di una persona con la massima discrezione, senza pretendere nulla.bissoli umberto

Di alta statura, per passare dalla porta di casa chinava il capo; le sue scarpe erano fuori misura. Lui stesso disegnava le sagome delle scarpe nella falegnameria delle officine. La sagoma veniva consegnata al calzolaio di fiducia, al quale forniva delucidazioni per l’esecuzione. Difficilmente andavano bene la prima volta, così il calzolaio impiegava dai due ai tre mesi per accontentarlo.

In ufficio, la posta di scarsa importanza veniva girata, tagliata e pinzata per formare un block-notes. Aveva un gran senso del risparmio e dell’economia. Diceva che per arrivare a grandi cose bisognava partire dalle piccole.

Intelligente ed autodidatta (aveva solo la licenza elementare), teneva testa ad ingegneri per quanto riguardava la meccanica. Quando nell’aprile 1961 apprese dalla stampa che una capsula spaziale (era il Vostok 1, con a bordo l’astronauta Jurij Gagarin) orbitava attorno alla Terra, non si capacitava di come non potesse cadere e come fosse possibile il suo rientro. A tarda sera telefonò al nipote Luigi per avere ragguagli, questi si recò a casa sua e gli consegnò un libro di “Meccanica Celeste”. Cenò, poi si immerse nella lettura, trovando le risposte ai suoi interrogativi.

Uno stato d’ansia si diffondeva nei reparti quando dall’ufficio partiva per fare il suo giro di controllo. Si intratteneva macchina per macchina, esaminava la qualità dei pezzi conversando cordialmente con i dipendenti, e, se le risposte non erano soddisfacenti, mandava a chiamare il capo-officina.

Per lo sviluppo dell’officina più di una volta ha avuto bisogno di credito. A testimonianza della sua riconosciuta onestà, si cita un documento del 1943 nel quale due amici acquistano una semplice carta bollata, si siedono a un tavolo, senza ricorrere a commercialisti, testimoni o notaio per la sua registrazione, e iniziano a scrivere: “Scrittura privata – Dichiarazione di Debito – Si premette che la presente è fatta e stipulata tra amici onesti, altrimenti non arriverebbe al fine che si prefigge e cioè agevolare da una parte il Sig. Bissoli Umberto…..ecc. ”. Il documento termina così: “In caso di divergenza l’arbitrato verrà fatto da un comune amico”. Era proprio un’altra epoca!

Umberto Bissoli nasce il 3 Maggio 1898, si spegne il 5 ottobre 1965 senza figli eredi. Ha speso la vita per il buon andamento delle officine, la soddisfazione dei clienti e degli operai che lo apprezzavano, nonostante il suo carattere. Il suo testamento chiude così: “Auguro a tutti salute e concordia, che sono elementi preziosi nella vita. Io spero in una pace eterna come spesso in vita ho menzionato, termine scaturito dal mio carattere inquieto sin dall’adolescenza che creò alla mia vita un cammino piuttosto spinoso…”.

estratto dal volume “Bovolone – Frammenti di storia”

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