La Verona-Rovigo tra le prime dieci peggiori ferrovie

da L’Arena del 22.01.2016

La linea ferroviaria che collega Verona con Rovigo, passando per tutta l’area posta fra l’Ovest e la Bassa Veronese, è fra le dieci tratte del servizio ferroviario pubblico peggiori d’Italia. Ad affermarlo è Legambiente, che ha inserito proprio la linea che, partendo da Verona, ferma a Buttapietra, Isola della Scala, Bovolone, Cerea, Legnago, Villabartolomea e Castagnaro, nell’elenco dei peggiori collegamenti pubblici su strada ferrata d’Italia. Secondo il dossier Pendolaria 2015, che è stato presentato ieri mattina in contemporanea in varie altre città italiane dall’associazione ambientalista, la linea ferroviaria che collega la città di Giulietta con il capoluogo del Polesine è una delle peggiori del panorama nazionale.Bovolone_Stazione_ALN_668

«Purtroppo», spiega la presidente di Legambiente Verona, Chiara Martinelli, «il Veneto è una delle regioni italiane in cui si è meno investito sul servizio ferroviario. Qui, ancora a partire dal 2010, c’è stata una netta riduzione degli investimenti, seppur a fronte di un aumento delle tariffe per i viaggiatori che lo scorso anno è stato pari al 15 per cento».

Secondo i rappresentanti di Legambiente, la Verona-Rovigo è una delle linee più disastrate. Sulla scorta di una verifica compiuta dalla propria stagista Desirée Squaiella, ieri i rappresentanti di Legambiente hanno dipinto un quadro piuttosto desolante. Sulla Rovigo-Verona viaggiano 12 treni al giorno da poco prima delle 7 del mattino a quasi le 8 della sera. Convogli condotti da motrici alimentate a gasolio risalenti ancora agli anni Settanta, e per questo fortemente inquinanti, e con vagoni della stessa epoca. Vagoni che, e questo è il primo dato non hanno nessuno spazio per le biciclette.

Questo, d’altro canto, è uno dei problemi minori. Se le carrozze dei treni sono datate, infatti, le stazioni che ne ospitano il passaggio sono addirittura quasi fatiscenti. Lungo tutta la linea non ci sono più biglietterie – nemmeno nel capoluogo della Bassa, Legnagobovolone stazione – e solo a Legnago ed Isola della Scala ci sono dei macchinari per la vendita self-service dei biglietti. In tutti gli altri paesi attraversati dalla linea ferroviaria i tagliandi possono essere acquistati solo in edicole o negozi convenzionati, che spesso sono lontani dalla stazione. Si tratta, d’altro canto, di tagliandi che vanno validati utilizzando obliteratrici che, come accade a Cerea, spesso risultano fuori uso.

Ma non basta. A Buttapietra, Bovolone, Villabartolomea e Castagnaro non c’è nessuna pensilina che garantisca un riparo a chi attende di salire sul treno ed, escluse Buttapietra, Isola della Scala e Legnago, non ci sono parcheggi per chi arriva in stazione con l’auto.

D’altro canto, se si ha bisogno di andare in bagno, l’unica stazione in cui è possibile farlo, anche se in maniera insufficiente, è Legnago. Per non parlare delle sale d’attesa, che in posti come Cerea e Bovolone non sono solo fredde, ma anche piene di rifiuti.

Quanto all’accessibilità ai disabili, poi, la situazione è, se possibile, ancora peggiore. Dove ci sono i meccanismi volti a far accedere le persone in carrozzella ai treni mancano le persone che possono azionarli e spesso mancano le pedane di sollevamento o l’allineamento delle banchine al piano del treno.

«Da anni assistiamo all’annuncio di piani volti a realizzare sistemi di trasporto ferroviario migliori ma poi non succede nulla», affermano sia Martinelli che il referente per il trasporto ferroviario di Legambiente Claudio Magagna. «Si annunciano gare europee ma poi si prolungano i contratti in essere con Rfi, si spiega che verranno fatti investimenti e poi si scopre che si riducono le cifre destinate alla mobilità su strada ferrata, destinando la stragrande maggioranza delle risorse a strade ed autostrade. Alla fine quello che si ottiene sono situazioni come quelle della Verona-Rovigo. D’Altronde il Veneto, come Sicilia, Calabria, Piemonte e Puglia, stanzia fondi vicini allo 0,1 per cento del proprio bilancio a sostegno delle ferrovie per i pendolari».

Luca Fiorin

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