Ca’ degli Oppi: i soldati, la Grande Guerra e i ricordi

cadeglioppi rimembranza2Anche da questo paese sono partiti per raggiungere la frontiera di allora molti giovani, richiamati alle armi per necessità belliche e alcuni di essi non sono più tornati alle famiglie, morti sui vari fronti. La loro colpa è stata quella di essere giovani e sani, e quindi abili per la guerra. Per lo più erano contadini o braccianti e garzoni di botteghe artigianali. Speriamo che qualche studioso pubblichi la loro storia, almeno quella del servizio militare e dove hanno trovato la morte. Questo per non dimenticare e far conoscere quelle realtà che un tempo portavano morte e oggi donano la coscienza della vita.

Dopo la fine della Grande Guerra, è stata sentita la necessità, sia da parte delle istituzioni che da parte dei cittadini, dei Parchi della Rimembranza. Furono istituiti nel dicembre del 1922 da Dario Lupi, sottosegretario alla Pubblica Istruzione, e rappresentarono la prima iniziativa fascista di commemorazione ai caduti che prevedeva la piantumazione di un albero per ogni militare morto in battaglia. Si voleva dare un corpo virtuale a coloro che lo avevano perso, affidando la custodia di una pianta che vive e vegeta rinnovandosi sempre, simbolo di prosperità, fecondità e amore.

A Ca’ degli Oppi era un filare di robinia posto lungo Via Croce, tra la vecchia chiesa e la scuola materna. Ai lati di ogni pianta furono piantati dei paletti di ferro portanti targhette di ottone con il nome di ogni caduto della guerra.

L’asilo infantile fu intitolato ai caduti delle guerre e una lapide venne posta proprio davanti all’entrata dell’edificio.

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