Una pietra “preziosa” per i Salizzolesi

da l’Arena del 17/10/2015

Finisce la caccia al Preon
Trovata la pietra perduta

preon salizzoleLa tenacia premia: il «preon» ritorna a Salizzole. Le ricerche non si sono mai fermate e dopo anni di silenzio arriva il colpo di scena. La famosa pietra sparita negli anni Settanta e ritrovata dopo oltre trent’anni a Verona, sarà finalmente riconsegnata ai salizzolesi che ne hanno sempre rivendicato la proprietà, più per una questione affettiva che per il suo reale valore. Il masso roccioso, del diametro di circa un metro e di probabile origine erratica (trasportato cioè dai ghiacciai durante l’ultima glaciazione), sarebbe rimasto per secoli sull’argine del fiume Sanuda dando il nome all’omonima contrada e delimitando il confine con Concamarise.

A documentare la presenza del masso è una fotografia del 1977 che ritrae una bambina di un anno, Romina Faccio, assieme alla mamma, che allora abitavano proprio in località Preon. La vicenda ebbe inizio nel 1979 quando il famoso masso, a cui tutti in paese erano affezionati, viene portato a Verona per un’esposizione geologica e successivamente trasferito sulle Torricelle. Da allora non si seppe più nulla e il «preon» – dal dialetto «prea», che significa pietra – era sparito nel nulla e molti residenti si erano appassionati alla sua ricerca, proseguita per anni senza esiti. Sulle tracce del masso si misero nel 2010, ricostruendo con grande pazienza ogni suo spostamento, Fernando Galantini e Rinaldo Luccato, due cittadini appassionati di storia. Dalle loro ricerche era emerso che il masso era stato prelevato da fratel Giuseppe Perin, geologo ideatore del parco delle cascate di Molina di Fumane, e portato dapprima nel giardino della Giarina, vicino al Teatro romano, poi al parco delle Colombare sulle Torricelle. Ma qui le ricerche si sono arenate.

La svolta arriva qualche tempo dopo grazie alla segnalazione del sismologo veronese Giangaetano Malesani, il quale, dopo aver appreso che Salizzole era alla ricerca della «pietra perduta», ha fornito nuovi ed interessanti indizi che hanno riaperto la «caccia al tesoro». Secondo Malesani, diverse pietre raccolte a suo tempo da fratel Giuseppe Perin nelle pianure veronesi, sarebbero state portate nel Parco delle Mura di Verona, l’ex giardino zoologico. Dopo sopralluoghi e accertamenti, nel 2013 arriva la conferma del ritrovamento, che però non viene resa nota. Da lì sono scattate le «trattative» da parte dell’amministrazione comunale e di alcuni volontari nel tentativo di restituirlo al paese. Il via libera è arrivato nei giorni scorsi da Luigi Pisa, assessore alle Strade e giardini ed arredo urbano di Verona. «Questa vicenda», dichiara soddisfatto il sindaco Mirko Corrà, «è il segnale che l’amministrazione è attenta anche alle piccole cose, in questo caso ai desideri dei propri cittadini. Stimolati dalle numerose richieste pervenuteci, abbiamo raccolto la sfida e finalmente siamo riusciti a riportare a casa il preon. Un ringraziamento va al Comune di Verona e a tutte le persone che ci hanno aiutato, in particolare al consigliere Roberto Salvan, che in questa impresa ha giocato un ruolo determinante». Non è ancora stato definito il luogo in cui sarà collocato il «preon» ritrovato, ma una cosa è certa: arriverà entro la prossima primavera.

Lidia Morellato

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