Lo spostamento delle responsabilità

di Luca Ricolfi, Il Sole 24 Ore, 15.8.2015

Forse sbaglierò, ma c’è qualcosa che non mi torna nelle cronache di questi mesi. Molti minorenni passano la notte in discoteca, normalmente con il permesso delle famiglie, ma se un ragazzo o una ragazza muore dopo aver assunto una pasticca di ecstasy, il telegiornale ci informa che è indagato chi «ha esaudito il suo desiderio», o che le autorità stanno pensando alla chiusura del locale in cui ha ballato tutta la notte. Di chi è la colpa? È ovvio che se si muore per l’assunzione di una sostanza pericolosa ci dev’essere qualcuno che ha esaudito il desiderio di entrarne in possesso, come è ovvio che ci dev’essere stato un luogo in cui la si è consumata.

È altrettanto ovvio che gli spacciatori vanno perseguiti, le pastiglie di ecstasy sono illegali, e nelle discoteche ne circolano troppe. Stranamente, però, quasi nessuno ama ricordare che viviamo in una società libera, e che l’assunzione di rischi è una scelta personale, che nessuno è obbligato a fare.

Ma “era solo una bambina”, o solo un ragazzino, si ribatte, per spostare le responsabilità sulle cattive compagnie, sui pusher, o sulle discoteche. Non viene in mente che appunto perché “è solo una bambina” non è il caso che stia fuori casa fino alle 6 del mattino. Un misto di pietà e di bisogno di trovare comunque un colpevole ci impedisce di distinguere fra le responsabilità primarie e le condizioni collaterali. Se non si desidera assumere sostanze non vi è nessun amico e nessuna discoteca che possano costringerci a farlo. E se lo vogliamo fare, ci sarà sempre un fornitore che esaudisce il nostro desiderio e un luogo, discoteca o lungomare, che riterremo appropriato per lo “sballo”. La responsabilità primaria è in capo a noi stessi. …

Non avendo il coraggio di dire di no ai nostri figli, ce la prendiamo con le cattive compagnie, gli spacciatori, i gestori delle discoteche, i controlli insufficienti, le forze dell’ordine. … Succede lo stesso nella scuola, dove non si consuma alcun dramma ma da decenni assistiamo alla medesima sceneggiata. Con tutta evidenza il problema di base è che gli studenti non studiano, e non lo fanno per la semplice ragione che alla maggior parte dei genitori interessa solo il pezzo di carta e la serenità dei figli. E tuttavia torme di quei medesimi genitori, assetati di vacanze e intrattenimento, non trovano di meglio che mettere alla sbarra gli insegnanti, evidentemente incapaci di motivare a sufficienza i loro figli. Anche qui il meccanismo è il solito: i giovani sono considerati non responsabili e irrecuperabili, ma avendo noi bisogno di un colpevole, e disperando di poter intervenire sui giovani stessi, lo cerchiamo nel più adatto a lasciarsi colpevolizzare, in questo caso la scuola e il corpo insegnante.

per la lettura integrale dell’articolo clicca sul link qui sotto:

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-08-15/lo-spostamento-responsabilita-093706.shtml

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...