La potenza contrattuale della cipolla

Ricordo di Gelmino Ottaviani, ex-operaio metalmeccanico alla Riello, ex-sindacalista

Nel corso delle vertenze molto spesso gli altri componenti del Consiglio di fabbrica mi dicevano: “Ottaviani, tu resisti, vero?”. “Non c’è problema”, rispondevo. “Ho due stanghette di cipolle. E finché in casa c’è odor di cipolla tengo duro”. cipolleEra ormai diventata una battuta. In un momento drammatico di una vertenza siamo arrivati alla rottura. Al capo del personale che ci minacciava un atteggiamento intransigente dell’azienda ho ribattuto: “Tenga presente. A casa ho una cassetta di cipolle. E mangiando pane e cipolla io metto in ginocchio Riello”. Era il modo di tagliare le perplessità quando le vertenze minacciavano di durare troppo a lungo e di fiaccare la resistenza della gente.

da Federico Bozzini, Cipolle e libertà, Edizioni Lavoro

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