Il frutteto della Marchesa

di Giuliano Meneghello

Nel parco della villa Dionisi, c’era un ricco frutteto con ogni varietà di frutta, per la mensa della Marchesa. In quell’epoca nei giochi di noi ragazzi erano di moda le sfide. Fra le tante vi era quella di andare a prendere la frutta sugli alberi. I salariati avevano un po’ di terra a disposizione ma la usavano solo per l’orto: la frutta mancava totalmente. Bisognava andare a prenderla dove si trovava.

Villa_Dionisi

Villa Dionisi “Cà del Lago” Cerea

La sfida più importante era quella di andare a prendere la frutta nel luogo più difficile da raggiungere e più sorvegliato, il frutteto della Marchesa, appunto. Per raggiungerlo si doveva attraversare la “Peschiera”, il fosso con circa un metro d’acqua e molto largo con un fondo melmoso dove si rischiava di sprofondare. Per di più bisognava stare attenti a non farsi vedere soprattutto dal guardiano “El Mosche” che a volte era armato di fucile.

Nonostante le difficoltà, due spedizioni su tre avevano buon esito e il nostro stomaco si riempiva di frutta saporita.

Durante una di quelle spedizioni, sfide o ruberie che fossero, dopo aver raggiunto gli alberi e riempito le tasche e anche la camicia sul petto che fungeva da tasca, ci avviammo con calma verso la “Peschiera” per riattraversarla ed uscire dal parco. All’improvviso un assordante colpo di fucile sparato da vicino ci riportò ad una situazione di reale pericolo. Ci mettemmo a correre verso il guado, e in un baleno eravamo già sull’altra sponda, nascosti tra le file di mais; ma Renzo, uno di noi era ancora a metà del guado, quando “El Mosche” arrivò e lo vide.

Il guardiano gli intimò di andare verso di lui, ma figuratevi se il ragazzo gli diede retta: raccogliendo tutte le sue forze guadagnò la riva opposta, quella della salvezza, e ci raggiunse in mezzo al mais. Scampato il pericolo, la tensione fece posto a sonore risate, mentre “El Mosche” gridava che ci aveva riconosciuti e che la domenica successiva a Messa l’avrebbe detto ai nostri genitori.

Questa minaccia ci mise in apprensione, ma Renzo sentenziò: “Ha visto solo me, e i miei non vanno a Messa.” Questo ci rasserenò del tutto e ci avviammo verso casa soddisfatti per la frutta e la gustosa avventura da raccontare agli amici.

tratto da “La Carne e lo Spirito di un Povero Cristiano

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...