Ricordi di una vita

di Sante Rossi

Sono stato invitato da Angelo Sante Patuzzo a stendere poche righe scelte fra i miei tanti ricordi di una vita, necessari a formare un archivio storico del vissuto, iniziativa utile e nobile di questa Associazione.

Ogni uno di noi è convinto che i propri ricordi siano più importanti (preferable) di quelli del prossimo” (Scrittore francese)

Fra i tanti ricordi della mia giovinezza mi è netto un divertente episodio verificato negli anni Trenta. Abitavamo con la famiglia alla Pozza, in un vecchio e grande casone (nel ‘600 era una casa a corte). I giovani erano senza lavoro, erano gli anni della crisi mondiale; per occupare il tempo si organizzarono per mettere in scena un dramma che mio fratello Paolo trasse dal libro “Cuore” di Edmondo De Amicis: “Sangue romagnolo”. Costruirono un palcoscenico nella corte, il sipario fu risolto con due lenzuola di casa. Il dramma si concluse con una scena ad effetto, tra gli applausi del pubblico. Era presente la maestra Giorgi che si commosse fino alle lacrime.

Quando mia madre tornò dalle visite (era ostetrica) rimase di sasso: all’abitazione mancavano tutte le finestre esterne … erano state tolte per … allestire le panche per gli spettatori.

Bovolone, 6-1-2009

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